Mosca alza il tiro: truppe straniere in Ucraina sono obiettivi legittimi. E su Londra cala la minaccia di rappresaglia

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La tensione intorno al conflitto ucraino registra un’ulteriore, significativa escalation sul piano retorico e delle minacce, con Mosca che ha di fatto alzato il livello dello scontro nei confronti dell’Occidente. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha lanciato un avvertimento categorico: qualsiasi contingente militare straniero presente in Ucraina, a prescindere dalla sua natura o dagli obiettivi dichiarati, sarà considerato un bersaglio militare legittimo per le forze armate russe.

Una dichiarazione che, nelle intenzioni del Cremlino, mira a tracciare una linea rossa invalicabile, cercando al contempo di gettare un’ombra minacciosa su eventuali future iniziative di un dispiegamento internazionale di peacekeeping o di sostegno alla sicurezza di Kiev.

Il "gioco con il fuoco" di Londra e Parigi e le minacce di Zakharova

Non si tratta soltanto di una generica minaccia nei confronti di ipotetiche forze di interposizione. Zakharova ha voluto specificare che la decisione del Regno Unito e della Francia di trasferire tecnologia militare all'Ucraina, oltre a costituire un “gioco con il fuoco”, potrebbe avere conseguenze imprevedibili, estendendo la responsabilità direttamente a Londra e Parigi. Secondo la portavoce russa, questi due Paesi starebbero tentando di sottrarsi alle proprie responsabilità per gli attacchi ucraini contro le infrastrutture civili russe, ma, ha avvertito, “non funzionerà”.

Una posizione che sembra riflettere la crescente frustrazione del Cremlino per il supporto occidentale, percepito non più come un aiuto a un Paese terzo, ma come un coinvolgimento diretto nel conflitto, che giustificherebbe, nella prospettiva di Mosca, una risposta diretta anche contro i Paesi della NATO.

La minaccia diretta al Regno Unito: obiettivi militari dentro e fuori l'Ucraina

La tensione si è ulteriormente inasprita con una minaccia esplicita e circostanziata rivolta al Regno Unito. Zakharova ha dichiarato, come riportato dall'agenzia Interfax, che la Russia potrebbe attaccare qualsiasi struttura militare britannica, sia che si trovi all'interno del territorio ucraino sia al di fuori di esso, come rappresaglia per gli attacchi condotti da Kiev sul suolo russo con armamenti forniti da Londra.

Un avvertimento che ha scosso il governo di Sua Maestà, tanto che il premier Andy Burnham è stato messo in allerta dai suoi esperti di sicurezza nazionale, i quali hanno consigliato di prendere sul serio quelle che il primo ministro britannico aveva definito “minacce scandalose” durante la sua recente visita a Kiev. Il timore, alimentato da voci raccolte dalla stampa britannica, è che Mosca possa mettere in atto ritorsioni concrete, con il Cabinet Office che avrebbe ricevuto l'ordine di accelerare i programmi per la difesa del territorio, preparando la popolazione a scenari di emergenza.

Londra si prepara al peggio e il Cremlino smentisce i piani contro la NATO

In questo clima di crescente tensione, il governo britannico starebbe preparando una campagna per invitare i cittadini a costituire scorte di beni essenziali, come acqua in bottiglia, cibo in scatola e candele, per far fronte a possibili emergenze che potrebbero derivare da eventi climatici estremi, ma anche da attacchi informatici o militari da parte di Stati ostili.

L'iniziativa, prevista per l'autunno, mira a rafforzare la cosiddetta "resilienza nazionale", accelerando un piano di preparazione civile e militare che era stato originariamente programmato per il 2035 e che ora dovrebbe essere anticipato al 2030. Un quadro di mobilitazione che fa da contraltare alle parole del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, il quale ha però voluto smentire categoricamente le voci di una presunta intenzione della Russia di attaccare la NATO, definendo tali notizie "spauracchi" che non hanno alcun riscontro nella realtà.

Una precisazione che, se da un lato cerca di limitare i danni diplomatici, dall'altro non fa che sottolineare la pericolosità della situazione, con la Russia che si sente accerchiata e pronta a rispondere a quelle che considera provocazioni inaccettabili.

Le valutazioni di Bloomberg: Putin prepara l'escalation

Il quadro generale, come delineato da un'analisi dell'agenzia Bloomberg, è quello di una diplomazia ormai giunta a un punto morto. Secondo fonti vicine al Cremlino, il presidente Vladimir Putin non crederebbe più nella possibilità di un accordo negoziale, preparandosi invece a una nuova fase di escalation militare. Le stesse fonti indicano che Mosca potrebbe intensificare gli attacchi missilistici balistici sulla capitale Kiev, prendendo di mira non solo le infrastrutture, ma anche il centro della città.

Una strategia che, nelle intenzioni del Cremlino, sarebbe volta a infliggere il massimo danno possibile all'Ucraina, consapevole che la via diplomatica è ormai impraticabile. Questa valutazione sembra trovare conferma nelle dichiarazioni di Dmitry Suslov, consigliere di Putin, che in un'intervista ha escluso categoricamente qualsiasi compromesso territoriale o cessate il fuoco, affermando che la Russia intende negoziare solo quando l'Ucraina sarà "sull'orlo dell'abisso".

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