Sesto San Giovanni, un uomo di 71 anni si toglie la vita gettandosi dalla finestra il giorno dello sfratto
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Redazione Interno
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All'arrivo dell'ufficiale giudiziario, accompagnato dalla forza pubblica per l'esecuzione del provvedimento, l'uomo, un pensionato di origini messinesi, ha scelto il gesto estremo lanciandosi dal sesto piano dell'abitazione privata in via Puricelli Guerra, dove risiedeva da circa due anni. La tragedia si è consumata poco dopo le nove di mattina, dinanzi a chi era lì per un mero adempimento di legge, trasformando una procedura civile in una scena di irreparabile dolore. Sul posto, oltre ai soccorsi giunti ormai inutili, è stata rinvenuta una lettera d'addio, nella quale l'uomo scriveva, con parole definitive, di "non farcela più", un'ultima, struggente testimonianza di una disperazione che, evidentemente, aveva maturato in silenzio.
Il debito e il provvedimento esecutivo
Secondo quanto ricostruito, alla base della procedura di sfratto vi era un consistente accumulo di arretrati sul canone d'affitto, che avrebbe superato la soglia dei diecimila euro, un debito divenuto insostenibile per un pensionato. La sentenza di sfratto, emessa nel mese di gennaio, era ormai divenuta esecutiva dopo undici mesi di morosità, e l'ufficiale giudiziario si era già recato più volte presso l'abitazione senza però riuscire a perfezionare la notifica, fino all'intervento di ieri, reso possibile dall'ausilio delle forze dell'ordine.
La riflessione sulle reti di supporto e il tema abitativo
La condirettrice della Caritas Ambrosiana, commentando il dramma, ha posto l'accento sulla frequente assenza di quelle reti di supporto che, in circostanze analoghe, possono fare la differenza tra la vita e la morte, tra la speranza e la resa. "Il primo pensiero", ha dichiarato, "è ovviamente per la persona che ha compiuto questo gesto, dall’altro lato però, è evidente che questo ci porti a una riflessione sulla situazione riguardante il tema abitativo in generale". Un tema, questo, che le Caritas lombarde affronteranno in un convegno dedicato, evidenziando come la tragedia di Sesto San Giovanni non sia un episodio isolato ma un sintomo di un malessere sociale più ampio e profondo.
Il dramma vissuto dagli ufficiali giudiziari
Dall'altra parte della barricata, spesso percepita con ostilità dall'opinione pubblica, si consuma un altro tipo di dramma, quello di chi, come gli ufficiali giudiziari, è costretto a essere l'esecutore materiale di provvedimenti che segnano il punto più basso nella vita delle persone. Un collega dell'ufficiale presente alla tragedia ha descritto il loro lavoro come "terribile", sottolineando come non si tratti mai di un compito facile o di un'azione compiuta con cinismo, bensì di un'esperienza carica di tensione e di empatia, vissuta da chi, suo malgrado, si trova a dover intimare a persone in palese difficoltà di abbandonare la propria casa.




