Digger: Tom Cruise provoca la fine del mondo nel folle trailer del nuovo film di Iñárritu
Warner Bros. Pictures ha finalmente pubblicato il primo trailer di Digger, il nuovo film del premio Oscar Alejandro G. Iñárritu, offrendo il primo sguardo all’incredibile trasformazione di Tom Cruise in quello che si preannuncia come uno dei ruoli più insoliti e ambiziosi della sua carriera. Dopo aver celebrato oltre quarant’anni di successi con una retrospettiva dedicata alla star di Top Gun e Mission: Impossible, Warner ha finalmente svelato le prime immagini del progetto, che segna il ritorno dietro la macchina da presa di Iñárritu dopo Bardo. (Il Cineocchio)
La notizia riportata su altri media
Il trailer segue la speciale retrospettiva dedicata alla carriera di Tom Cruise diffuso nelle settimane scorse. Warner Bros. (universalmovies.it)
Digger porta Tom Cruise in un ruolo inedito Il primo trailer di Digger mostra un Tom Cruise irriconoscibile grazie a una trasformazione fisica che lo rende molto diverso dai ruoli d’azione a cui il pubblico è abituato. (Orgoglionerd)
L’uomo più potente del mondo intraprende una missione disperata per dimostrare di essere il salvatore dell’umanità, prima che il disastro da lui stesso provocato distrugga ogni cosa. Il vincitore dell’Oscar® Tom Cruise è il protagonista di Digger, il nuovo film originale del regista premio Oscar® Alejandro G. (Cinefilos.it)
Se guardando il trailer di Digger, il nuovo film di Alejandro González Iñárritu in uscita a ottobre, capita di pensare che il protagonista, un uomo anziano con la pancia e un riporto di capelli grigi, ricordi lontanamente qualcuno di noto, è più che normale. (Corriere della Sera)
Il nuovo film di Alejandro G. Iñárritu mostra l’attore in una trasformazione radicale, nei panni di un miliardario che sembra riunire molti volti noti del potere contemporaneo (bestmovie.it)
Nel trailer di Digger, la nuova commedia assurda a sfondo eco-apocalittico diretta dal due volte premio Oscar Alejandro González Iñárritu, risuonano le note di “Burning Down the House” dei Talking Heads. (Rivista Studio)