Ponte sullo Stretto, il Consiglio superiore dei lavori pubblici dà il via libera alla progettazione esecutiva. Ma è un "sì" condizionato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, con voto unanime, ha dato il via libera alla fase della progettazione esecutiva del Ponte sullo Stretto di Messina. L’annuncio è arrivato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini, che ha subito esultato per il nuovo tassello nell’iter autorizzativo di quella che definisce un’opera strategica per il Paese. Tuttavia, dalla ricostruzione dei fatti, emerge un quadro più articolato di quanto la nota ufficiale lasci intendere.

Il parere rilasciato dal Consiglio, infatti, sarebbe accompagnato da una lunga serie di prescrizioni tecniche – secondo alcune indiscrezioni si tratterebbe di una relazione di oltre 300 pagine – che la società Stretto di Messina dovrà obbligatoriamente recepire prima di poter procedere con i passaggi successivi.

Un via libera condizionato: le prescrizioni tecniche sul tavolo

Il sì del Consiglio superiore dei lavori pubblici, per quanto unanime, non è quindi incondizionato e rischia di rappresentare un ostacolo non secondario nel cronoprogramma voluto dal governo. Secondo quanto filtra dagli ambienti tecnici, le prescrizioni riguarderebbero alcuni dei nodi strutturali e ambientali storicamente più controversi dell’infrastruttura.

Tra questi, l’altezza del franco navigabile – la distanza tra il ponte e il livello del mare – un parametro fondamentale per garantire il passaggio delle navi, che secondo i critici sarebbe stato calcolato in condizioni ottimali e non realistiche, come l'assenza di vento o temperature miti, che potrebbero ridurre significativamente lo spazio a disposizione.

Non solo: sarebbero oggetto di prescrizione anche le modalità di smorzamento strutturale, ovvero la capacità del ponte di dissipare le vibrazioni causate da vento, traffico o eventi sismici, e la necessità di approfondire le analisi sulla pericolosità delle faglie attive presenti nell'area dello Stretto.

La replica della società e i prossimi passaggi istituzionali

L’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha accolto con soddisfazione il parere positivo, dichiarando che “adesso esamineremo con i nostri tecnici e progettisti le osservazioni che accompagnano il parere, per dare pronta risposta tecnica”. L’obiettivo dichiarato dalla società è quello di lavorare a ritmi serrati per predisporre un faldone di controdeduzioni già entro la fine di agosto, da trasmettere al ministero dei Trasporti.

Questo passaggio è propedeutico al nuovo esame del progetto da parte del Cipess, il comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, e al successivo, determinante, vaglio della Corte dei Conti.

È proprio sul controllo della magistratura contabile, che lo scorso autunno aveva bloccato il progetto con una serie di rilievi – tra cui la violazione della direttiva Habitat e la mancanza del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti – che si giocherà la partita decisiva per l’avvio dei cantieri, ipotizzato dalla società nell’ultimo trimestre dell’anno.

Le polemiche sulle nomine e la mobilitazione dei comitati "No Ponte"

Mentre l’iter tecnico si infittisce di passaggi e prescrizioni, non si placano le polemiche politiche e sociali. Il ministro Salvini ha dovuto rispondere in Parlamento alle critiche sollevate dall’opposizione in merito alla nomina, all’interno del Consiglio superiore dei lavori pubblici, di figure considerate vicine al progetto. In particolare, erano state contestate le nomine di due professori, Mauro Dolce e Giuseppe Roberto Tomasicchio, rispettivamente legati al comitato scientifico della società Stretto di Messina e al comitato "Ponte Subito".

Salvini ha difeso le nomine, definendole avvenute nel rispetto della legge, e ha garantito che nessuno dei due professori avrebbe partecipato alla votazione per evitare possibili conflitti di interesse. Nel frattempo, le associazioni e i movimenti contrari alla realizzazione dell’opera si stanno mobilitando.

Per sabato 8 agosto è stato indetto a Messina un corteo nazionale, promosso dall’Assemblea No Ponte, per ribadire la contrarietà a un’infrastruttura giudicata inutile e dannosa, chiedendo contestualmente lo scioglimento della società Stretto di Messina Spa e il reindirizzamento delle risorse verso la manutenzione del territorio, la sanità e la scuola.

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