Inter, un vertice per il futuro tra i pali: sul tavolo c'è Emiliano Martinez
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Redazione Sport
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Mentre la stagione prosegue il suo corso, i piani dell’Inter per il futuro della porta, una delle questioni più delicate da affrontare, stanno prendendo una forma sempre più definita. L’orizzonte temporale, che coincide con la scadenza del contratto di Yann Sommer, spinge infatti la dirigenza nerazzurra a muoversi con un certo anticipo, esplorando mercato dopo mercato le opportunità disponibili. È in questo contesto, caratterizzato da un lavoro di scouting che spazia dalla Svizzera all’Argentina, che si inserisce il vertice tenutosi martedì a Milano, dove alcuni dirigenti del club hanno incontrato il fratello e agente di Emiliano “Dibu” Martinez, portiere dell’Aston Villa e campione del mondo in carica.
L’incontro, avvenuto a margine della partita di Champions League persa contro l’Arsenal, non è stato certo un fatto casuale, ma rappresenta piuttosto un segnale preciso delle intenzioni dell’Inter. Secondo quanto riportato, i dirigenti hanno messo nero su bianco una proposta concreta per il giocatore argentino, la quale – pur restando nel perimetro dei parametri finanziari del club – mira a convincerlo. Si parla, nello specifico, di un accordo biennale che garantirebbe al portiere, che oggi ha 33 anni, un ingaggio netto non superiore ai quattro milioni di euro annuali, comprensivo di eventuali bonus. Una cifra, questa, che sembrerebbe rientrare nei piani del gruppo Oaktree e che delinea un primo, importante passo per un possibile approdo a Milano.
Sebbene Martinez, per il suo carisma e il palmarès internazionale, rappresenti un nome di grande appeal, le vie del mercato sono molte e l’Inter, come è sua consuetudine, non mette tutte le uova in un solo paniere. Fonti vicine all’ambiente confermano che il giocatore è stato effettivamente “offerto” a diverse società, tra le quali figura anche quella nerazzurra, e che il club di Milano lo sta valutando con attenzione, considerandolo tra i primi candidati per il ruolo. Tuttavia, la trattativa resta in una fase embrionale e le parti, dopo questo primo confronto, hanno deciso di aggiornarsi in un secondo momento, lasciando intendere che il percorso per arrivare a una firma potrebbe essere ancora lungo e non privo di alternative.




