Controlli Italia-Spagna, sette giorni di proroga per allineare le scadenze

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ancora una settimana di verifiche per chi viaggia tra Italia e Spagna. La decisione, presa nella tarda serata di ieri a Bruxelles, proroga di sette giorni i controlli temporanei introdotti da Roma sui collegamenti con il Paese iberico. L'obiettivo è chiaro: allineare la scadenza delle misure italiane a quelle adottate da Madrid, così da arrivare a una revoca simultanea dei rispettivi provvedimenti.

La genesi della misura

La sospensione di Schengen era scattata lo scorso primo agosto, sull'onda della crisi migratoria di Ceuta, l'exclave spagnola in territorio marocchino dove a fine luglio erano arrivate decine di migliaia di persone nel giro di pochi giorni. Il governo italiano aveva denunciato quelle scene definendole inaccettabili sul piano della sicurezza interna, paventando il rischio che flussi migratori non controllati potessero riversarsi verso il resto d'Europa.

Da qui la decisione di reintrodurre i controlli sui passeggeri provenienti dalla Spagna, misura applicata nonostante tra i due Paesi non esista alcuna frontiera terrestre. Le verifiche riguardano esclusivamente i cittadini di Paesi terzi in arrivo via aerea o marittima, non i titolari di passaporto comunitario.

Madrid non ha tardato a replicare. Definendo la mossa italiana «ingiusta e discriminatoria», il governo spagnolo ha disposto controlli speculari sui viaggiatori provenienti dall'Italia, innescando una spirale di rappresaglie che ha finito per complicare i collegamenti tra i due Paesi per oltre due mesi. Le proroghe si sono susseguite con cadenza quasi regolare, senza che né Roma né Madrid mostrassero l'intenzione di cedere per prime.

L'incontro a Bruxelles

La svolta è maturata a margine del Consiglio europeo, dove la premier Giorgia Meloni e il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez hanno discusso della questione. Fonti della delegazione spagnola hanno confermato che l'intesa è stata raggiunta ieri sera, quando ormai mancavano poche ore alla scadenza della precedente proroga fissata a mezzanotte. Nella prossima settimana i ministri dell'Interno dei due Paesi lavoreranno per individuare misure di cooperazione alternative, in grado di garantire la sicurezza delle frontiere senza ricorrere alla sospensione della libera circolazione.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, dal canto suo, aveva già chiarito la posizione italiana: la questione riguarda la sicurezza delle frontiere interne in una fase in cui i pericoli legati al terrorismo non sono affatto svaniti.

Le regole di Schengen

La reintroduzione dei controlli alle frontiere interne è una facoltà prevista dal codice Schengen, che consente agli Stati membri di ripristinare le verifiche in presenza di minacce gravi all'ordine pubblico o alla sicurezza nazionale. La Commissione europea, tuttavia, considera questa opzione come un rimedio di ultima istanza e invita i governi a cercare soluzioni alternative prima di sospendere la libera circolazione, principio cardine del progetto europeo.

La proroga annunciata ieri sembra andare in questa direzione: non un ulteriore irrigidimento, ma un breve intervallo tecnico per consentire ai due esecutivi di definire un meccanismo condiviso.

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