Scivolone di Francesca Albanese, la Lega chiede la revoca della cittadinanza onoraria a Bologna
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Redazione Interno
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La relatrice Onu per i Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, si ritrova al centro di un acceso dibattito politico a Bologna, dove le sono state rivolte aspre critiche per le sue dichiarazioni in merito all'assalto, da parte di manifestanti pro-palestinesi, alla redazione torinese del quotidiano La Stampa. Affermazioni che, secondo il capogruppo leghista Matteo Di Benedetto, suonerebbero come un "monito" ambiguo e inaccettabile rivolto al mondo dell'informazione, al punto da spingerlo a dichiarare la presentazione di un ordine del giorno per revocare la cittadinanza onoraria conferitale dal Comune lo scorso ottobre.
Le reazioni politiche dopo l'assalto alla Stampa
La tensione è salita ulteriormente quando Albanese, rispondendo a una sollecitazione, ha replicato che il senatore Gasparri "dovrebbe piuttosto indignarsi per il supporto del governo al genocidio di Gaza", una frase che ha fatto scattare la reazione della Lega. Di Benedetto, senza usare mezzi termini, ha condannato con "la massima fermezza" quelle che ha definito dichiarazioni ambigue, le quali, a suo parere, rischierebbero di insinuare una pericolosa giustificazione per atti di intimidazione verso i giornalisti. La richiesta di revoca della cittadinanza, che era stata un riconoscimento per il suo impegno, rappresenta dunque l'episodio più recente di una serie di polemiche che la vedono coinvolta.
Il netto distacco del sindaco Lepore
Anche il primo cittadino di Bologna, Matteo Lepore, è intervenuto pubblicamente per prendere le distanze dalle parole della relatrice Onu, sottolineando con nettezza come "nessuna causa giustifichi la violenza". La sua presa di posizione, sebbene differente nel tono da quella leghista, contribuisce a isolare la posizione di Albanese, confermando come le sue ultime esternazioni abbiano creato un solco profondo con l'amministrazione che l'aveva onorata. Lepore, con la sua dichiarazione, ha voluto ribadire un principio cardine, rimarcando la totale incompatibilità tra le lotte politiche e qualsiasi forma di aggressione o minaccia alla libera stampa.
Una polemica che affonda le radici
Quello in corso non è un episodio isolato, ma l'ultimo capitolo di una storia costellata di passaggi controversi che alcuni commentatori interpretano non come semplici gaffe, bensì come il portato di una precisa e antagonista visione culturale. La richiesta della Lega, veicolata anche attraverso i social network con un post che la ritrae accostandola ai fatti di Torino, mira a stringere un cerchio sempre più stretto attorno alla relatrice, definendo "disonorarie" le cittadinanze a lei assegnate e chiedendone la cancellazione. Una posizione, quella del Carroccio, che si esprime senza ambagi e che punta a chiudere definitivamente una questione ritenuta ormai insostenibile, mentre Albanese si trova con le spalle al muro, costretta a rispondere delle conseguenze delle sue parole.




