Il ritorno del maltempo in Valtellina tra grandinate e smottamenti che bloccano il rientro dei turisti
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Redazione Interno
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Dopo l'afa che ha stretto le città in una morsa di caldo opprimente, il vortice instabile che si è abbattuto sui rilievi lombardi ha trasformato il fine settimana di molti in un vero e proprio salto nel gelido vortice di un autunno anticipato, e le impervie strade della Valtellina, già di per sé insidiose per chi non conosce i tornanti e le gallerie che si aprono nel cuore della roccia, hanno restituito un quadro di disagi e colonne di auto in attesa, quasi immobili sotto il diluvio.
Il maltempo, che ha colto molti turisti di sorpresa mentre si apprestavano a fare rientro dopo una domenica trascorsa tra i sentieri e i rifugi delle montagne più settentrionali della Lombardia, ha portato con sé una violenta ondata di pioggia torrenziale e raffiche di vento che hanno spazzato la valle, e il termine dell'escursione domenicale si è trasformato per molti in un'odissea segnata dall'ansia di non poter rientrare a casa.
La situazione, già di per sé complessa, ha visto gli automobilisti costretti a fermarsi in prossimità della galleria tra Pedesina e Rasura, lungo il tracciato della Statale 405, dove un masso di notevoli dimensioni, precipitato dalla parete sovrastante insieme a un albero sradicato dalla furia del vento, ha reso impraticabile la carreggiata.
L'intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha permesso di mettere in sicurezza l'area, ma la strada è rimasta chiusa al traffico per un lasso di tempo piuttosto lungo, al fine di valutare eventuali ulteriori rischi di crollo o smottamenti che potessero mettere in pericolo la sicurezza dei viandanti.
Nubifragio e grandine nella Bassa Valtellina
Poco più a valle, la furia degli elementi si è manifestata con altrettanta veemenza a partire dalle ore 16, quando un nubifragio di straordinaria intensità ha preso di mira dapprima la Valchiavenna, per poi estendersi rapidamente alla Bassa e Media Valtellina, dove la pioggia battente e la grandine, che ha imbiancato prati e tetti come fosse piena estate, hanno flagellato il territorio causando numerosi allagamenti.
Cantine e garage sono stati invasi dall'acqua e dal ghiaccio, ma fortunatamente la conformazione del terreno ha retto bene in quelle zone, e non si segnalano frane di rilievo a differenza di quanto accaduto in altre aree.
Non è andata altrettanto bene, invece, lungo le provinciali che si inerpicano verso Bema e Gerola, nell'area delle Orobie morbegnesi, dove i versanti già saturi d'acqua hanno ceduto il passo dando origine a smottamenti di modesta entità, se visti nella loro consistenza materiale, ma estremamente efficaci nell'interrompere la viabilità. Le colate di fango e detriti hanno invaso la carreggiata attorno alle 18.
30, costringendo gli enti preposti a istituire il divieto di transito, una decisione obbligata per tutelare l'incolumità degli automobilisti che, altrimenti, avrebbero potuto trovarsi a dover affrontare tratti di strada resi viscidi e pericolosi dalla coltre di terra mista a pietrisco.
Disagi sui treni e viabilità in tilt
Il quadro dei disagi, come spesso accade in queste circostanze, si è arricchito di un ulteriore tassello con il blocco della circolazione ferroviaria, causato dal crollo di alcuni alberi di grosse dimensioni che, piegatisi sotto la spinta del vento, sono andati ad abbattersi sulla linea, interrompendo di fatto il servizio e costringendo i viaggiatori a cercare alternative percorribili via terra.
L'accumulo di mezzi in coda, sia lungo le strade statali che sulle provinciali, ha generato un effetto domino che ha reso il rientro serale un vero e proprio calvario, soprattutto per quelle famiglie che, ignare dell'improvviso peggioramento, non avevano preventivato un allungamento dei tempi di percorrenza.
I vigili del fuoco, impegnati su più fronti per rimuovere i tronchi caduti e mettere in sicurezza le aree più esposte a nuovi cedimenti, hanno lavorato senza sosta per ripristinare le condizioni minime di sicurezza, mentre le amministrazioni locali hanno monitorato costantemente la situazione idrogeologica.
La paura, per molti, è stata quella di rimanere intrappolati in auto a causa di ulteriori smottamenti o della caduta di rami e massi, scenari purtroppo già visti in passato su queste strade che si snodano tra pareti rocciose e boschi fitti, dove la natura mostra spesso il suo volto più indomito e imprevedibile.




