Ecobonus moto e scooter, il giorno della ripartenza (e della resa dei conti con i listini)

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Oggi, puntualmente come da calendario, alle dodici è scattata la riapertura delle prenotazioni per l’Ecobonus destinato a ciclomotori e motocicli; una procedura, quella messa a punto dal Mimit, che riguarda in modo specifico l’acquisto di nuovi veicoli elettrici o ibridi ricadenti nelle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e, cioè l’intero spettro che va dai piccoli ciclomotori ai quadricicli pesanti.

La struttura dell’incentivo, lo ricordiamo, prevede un contributo parametrato alla percentuale del prezzo di vendita: si parla del 30% per chi procede all’acquisto senza rottamazione, con un tetto massimo fissato a 3.000 euro, e del 40% per chi invece decide di rottamare un vecchio veicolo, con un beneficio in quest’ultimo caso che può arrivare fino a 4.000 euro. Un meccanismo che, nelle precedenti tornate, aveva mostrato tutta la sua efficacia in termini di rapidità di assorbimento dei fondi, con le risorse letteralmente polverizzate in poco più di due ore.

Proprio questa rapidità—che lascia spesso una scia di richiedenti rimasti esclusi—riporta inevitabilmente l’attenzione sul nodo centrale per chi si accinge all’acquisto senza poter contare sul contributo statale. L’alternativa, in assenza di bonus, diventa quella di orientarsi sui listini, cercando i modelli con il prezzo di ingresso più basso. E nel segmento dei ciclomotori elettrici (categoria L1e), quelli guidabili a partire dai quattordici anni con la patente AM, le prestazioni tendono a omogeneizzarsi su potenze fino a 4 kW e una velocità massima di 45 km/h; è qui che la forbice dei prezzi tocca il fondo, con esemplari che partono da meno di 2.000 euro.

In questo quadro di riferimento, il modello che attualmente si colloca al gradino più basso del listino è il NIU MQi+ Sport, proposto a 1.999 euro: una cifra che, se confrontata con le soglie coperte dall’incentivo fino a poche ore fa, restituisce l’entità dello scarto tra chi ha beneficiato del contributo e chi si trova ora a dover fare i conti con la spesa piena.

L’ultima tranche dell’Ecobonus 2026 e la distinzione tra presente e futuro normativo

Nelle ultime ore il dibattito intorno agli incentivi per i veicoli a due ruote si è fatto particolarmente intenso, ma è necessaria una precisazione per distinguere nettamente tra ciò che appartiene al perimetro operativo immediato—ossia l’Ecobonus 2026, che rappresenta l’ultima fase attuativa del programma avviato con la Legge di Bilancio 2021—e quelle che sono invece misure la cui operatività è ancora confinata in un orizzonte temporale successivo, relativo agli anni compresi tra il 2027 e il 2030.

L’avvio di questa finestra di prenotazioni, dunque, non va confuso con le disposizioni che riguarderanno i prossimi esercizi finanziari; si tratta piuttosto del prosieguo di un meccanismo già rodato, che continua a premiare l’acquisto di ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli a propulsione elettrica o ibrida, in coerenza con gli obiettivi di transizione ecologica che ne avevano ispirato l’istituzione.

Il mercato dei ciclomotori elettrici senza l’effetto leva dei contributi

Con il rapido esaurimento delle risorse, la domanda che si pone per chi oggi volesse comunque procedere all’acquisto è essenzialmente una: come orientarsi in assenza di quell’effetto leva rappresentato dal contributo a fondo perduto? La risposta, almeno per il segmento L1e, si trova nella fascia bassa dei listini, dove i costi d’ingresso restano competitivi nonostante la fine dei bonus.

I modelli presenti in questa categoria—caratterizzati da una sostanziale uniformità di prestazioni dettata dai vincoli normativi per i ciclomotori—offrono una forbice di prezzo che consente ancora un accesso relativamente contenuto alla mobilità elettrica a due ruote. È in questo contesto che l’offerta del NIU MQi+ Sport, con i suoi 1.999 euro, rappresenta un punto di riferimento per chi intende acquistare senza poter usufruire delle agevolazioni statali, confermando come la competizione tra i costruttori si giochi ormai su margini sempre più ridotti.

I confini normativi degli incentivi e la segmentazione delle categorie di veicoli

Il perimetro dell’Ecobonus, occorre ribadirlo, resta rigidamente ancorato alla classificazione europea dei veicoli: dalla L1e (ciclomotori a due ruote) fino alla L7e (quadricicli pesanti), passando per le categorie intermedie che includono motocicli, tricicli e microcar. Una segmentazione che risponde a criteri precisi legati alla potenza, alla velocità massima e alla struttura del veicolo, e che determina sia l’accessibilità agli incentivi sia—nel caso dell’acquisto senza contributi—le effettive alternative di spesa sul mercato.

Per chi dunque si trova oggi a valutare l’acquisto di un veicolo elettrico o ibrido di queste categorie, la riapertura delle prenotazioni rappresenta l’ultima occasione utile per intercettare un contributo che, per struttura e importi, mantiene inalterati i massimali previsti dalle precedenti tornate; per chi invece arriverà in ritardo o per chi semplicemente preferirà prescindere dalla procedura burocratica legata al bonus, la strada resta quella di un’analisi puntuale dei listini, dove la forbice tra i modelli d’ingresso e le versioni più accessoriate si fa particolarmente ampia.

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