Alessandra Martines: il linfoma di Hodgkin della figlia Stella e la diagnosi inizialmente sbagliata
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Alessandra Martines, il cui volto è legato a memorie televisive che molti conservano, ha scelto di raccontare, con una lucidità che non nasconde il peso del vissuto, una delle esperienze più dure per un genitore. Lo ha fatto davanti alle telecamere di “Verissimo”, dove a Silvia Toffanin ha spiegato come la figlia Stella abbia affrontato un cancro, una prova che l'attrice e ballerina definisce, senza mezzi termini, “tostissima”. La narrazione, che procede per sottrazione di qualsiasi retorica, si concentra sui fatti nudi e crudi, a partire dalla comunicazione della diagnosi, ricevuta per telefono in una sera qualunque. Una notizia di quelle che, come un sasso nello stagno, frantumano la normalità, ma che Martines decise di tenere per sé almeno fino al mattino dopo, per non turbare il sonno della figlia, recitando una parte che solo l'amore di una madre può sostenere.
L'errore iniziale e il percorso verso la verità
Il racconto procede, snodandosi attraverso i meandri di un iter medico che, in principio, aveva preso una direzione sbagliata. I sintomi manifestati da Stella, infatti, erano stati attribuiti a una banale mononucleosi, una diagnosi che, se da un lato aveva offerto un iniziale sollievo, dall'altro aveva di fatto ritardato l'individuazione della reale patologia. È proprio questo scarto tra l'apparenza e la sostanza della malattia a segnare, inevitabilmente, la fase più angosciante dell'intera vicenda, perché il tempo perso – una risorsa preziosissima in oncologia – si è tradotto in un'ansia crescente di fronte a segnali che, ormai, non combaciavano più con il quadro clinico iniziale. Quando, poi, la biopsia ha parlato chiaro, confermando la presenza di un linfoma di Hodgkin, per la famiglia è iniziato un altro viaggio, fatto di scelte terapeutiche immediate e senza esitazione.
La terapia e la forza della normalità
Il percorso di cura, che la stessa Martines ha sintetizzato menzionando sia la chemioterapia che la radioterapia, è diventato il nuovo centro gravitazionale delle loro esistenze. Non c'è spazio, nel suo resoconto, per dilungarsi sui dettagli più aspri delle terapie, ma piuttosto per sottolineare la necessità di affrontare il tutto con un passo fermo. L'attrice, che vive stabilmente in Francia pur mantenendo un forte legame con l'Italia, ha dovuto bilanciare il suo ruolo di sostegno alla figlia con altre preoccupazioni, incluso il precedente stato di salute della propria madre, la quale, per fortuna, si trova ora in una fase di remissione. Sono molti, dunque, i fronti aperti in quel periodo, che Martines ha gestito senza mai perdere il focus sulla guarigione di Stella.
Il racconto come atto di liberazione
Ciò che emerge con forza dalla testimonianza è la maturazione di un sentimento di libertà nel parlare dell'accaduto. “All'inizio non ero pronta per raccontarlo, ma adesso riesco a parlarne tranquillamente”, ha dichiarato, indicando come il superamento del momento più critico abbia anche permesso di trasformare il dolore in una storia condivisibile. Non si tratta, beninteso, di una ricerca di compassione pubblica, bensì di un resoconto schietto, quasi documentaristico, di come una famiglia si sia organizzata intorno a una malattia grave, partendo da un equivoco diagnostico. Il sorriso con cui si è presentata in studio non è la negazione della paura provata, ma piuttosto il segno di una ritrovata serenità, conquistata giorno dopo giorno accanto a sua figlia.




