Gomorra, da monito a fenomeno globale: la parabola di un'ossessione

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Quando, in un'omelia diventata testamento, don Giuseppe Diana esortò a non trasformare la propria terra nella "Gomorra del Paese", utilizzò un'immagine biblica di corruzione estrema, che pochi anni dopo il suo martirio, nel 1994, avrebbe oltrepassato i confini della riflessione civile per diventare il Titolo di un'indagine letteraria senza precedenti. Quel termine, carico di un significato tragico e ammonitore, ha infatti intrapreso una parabola inattesa, trasformandosi nel nucleo di una vasta costellazione mediale, la quale, pur radicata nella ferocia della criminalità organizzata descritta dal reporter, ha finito per generare un universo narrativo autonomo, composto da romanzi, film, serie televisive di successo planetario e persino podcast. Una evoluzione, questa, che solleva interrogativi profondi sulla fascinazione esercitata dalla rappresentazione del male, un tema che il nuovo capitolo della saga, "Gomorra - Le Origini", affronta cambiando radicalmente prospettiva estetica ma non la sostanza del suo racconto.

Il prequel e il cambio di prospettiva

Ambientato nella Napoli del 1977, il prequel prodotto da Sky Studios e Cattleya compie, infatti, una scelta stilistica diametralmente opposta a quella della serie originale: abbandona la fotografia fredda e le riprese mosse, adottando invece inquadrature composte, una palette di colori caldi e una colonna sonora che attinge a brani iconici degli anni Settanta, ricreando una patina di apparente normalità e persino di bellezza. Eppure, come sottolineano molti osservatori, su questo quadro nostalgico "aleggia sempre lo stesso fantasma". Il racconto, definibile come un romanzo di formazione ma "all'incontrario", si concentra sulle origini del potere e sulle scelte individuali che porteranno, in un futuro non ancora mostrato, all'instaurarsi di un sistema violento e implacabile; un'indagine sulle motivazioni, su come si cambia per sopravvivere in un certo contesto, arrivando a compiere gesti estremi.

Il peso della cronaca e il rispetto della memoria

Questa narrazione, seppur di finzione, non può prescindere dal solido legame con una realtà fatta di indagini giudiziarie complesse e di fatti di cronaca nera che, nel rispetto delle vittime e senza scadere in dettagli espliciti, ne costituiscono l'impalcatura verosimile. La storia di don Diana, così come le tante altre che hanno segnato la lotta alla criminalità, rimane un monito costante, un punto di riferimento etico da cui la fiction attinge per dare profondità e credibilità al suo mondo, mostrando le conseguenze umane e sociali di quel percorso "all'incontrario" che i suoi personaggi intraprendono.

Una nuova galleria di personaggi

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