Meta AI può usare le foto dei profili Instagram pubblici

Meta accelera nella corsa all’intelligenza artificiale generativa con il debutto di Muse Image, il nuovo modello sviluppato da Meta Superintelligence Labs. La novità, già in distribuzione all’interno di Meta AI, Instagram e WhatsApp, introduce strumenti avanzati per creare e modificare immagini tramite prompt testuali, fotografie e schizzi. A far discutere, però, è soprattutto una funzione che permette di utilizzare le immagini provenienti dai profili Instagram pubblici come riferimento per la generazione di nuovi contenuti, una scelta che ha immediatamente acceso il dibattito sulla tutela della privacy. (Telefonino.net)

La notizia riportata su altre testate

La funzionalità, che non era stata progettata per avvisare un utente se le foto di quest’ultimo venivano sfruttate senza consenso, ha scatenato un’immediata ondata di proteste. Venerdì l’azienda ha pubblicato un post sul proprio blog per annunciare la rimozione della funzione. (macitynet.it)

Meta sta testando uno strumento web per identificare immagini create o modificate con Muse Image, il nuovo modello di generazione: la verifica cerca un watermark invisibile, Content Seal. (tomshw.it)

Ora Meta prova a cambiare gli equilibri con Muse Image, il primo modello sviluppato dalla nuova Meta Superintelligence Labs, la divisione creata da Mark Zuckerberg per riportare l’azienda ai vertici dell’intelligenza artificiale. (Il Sole 24 ORE)

Meta sistema Muse Image dopo le polemiche: stop all’uso delle foto pubbliche di Instagram

/// Link alla notizia (agenziagiornalisticaopinione.it)

Il primo modello di generazione di immagini sviluppato da Meta Superintelligence Labs debutta nell'ecosistema Meta e, nelle prossime settimane, sarà integrato anche in Advantage+ Creative. In rampa di lancio anche Muse Video (Engage.it)

Nonostante l'entusiasmo iniziale degli investitori, che ha spinto il titolo azionario da circa 595 dollari a quasi 670 dollari in una sola settimana, l’azienda ha dovuto fare i conti con un’ondata di critiche relative la gestione della privacy degli utenti, come avevamo anticipato. (la Repubblica)