Abodi e il caso Infantino: "Posizione dell'Italia è quella dell'Uefa". Marchetti: "Rotto il legame di fiducia"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, ha chiarito la posizione dell'Italia nel braccio di ferro che sta scuotendo le istituzioni del calcio internazionale, schierandosi senza riserve dalla parte della Uefa.

Intervenuto a margine della presentazione della seconda edizione della Viterbo Half Marathon, Abodi ha risposto così alle domande sulla presa di posizione del presidente della Figc, Giovanni Malagò, nei confronti del numero uno della Fifa, Gianni Infantino, sottolineando come non ci sia stato un confronto diretto con il numero uno della federazione italiana, sebbene un incontro sia previsto nei prossimi giorni per discutere di diversi argomenti.

"Dialogo chiarificatore con Malagò? No, ma ci vedremo nei prossimi giorni per parlare di molte cose", ha dichiarato il ministro, lasciando intendere che la decisione, ormai presa, non era essenziale che passasse dal suo vaglio preventivo: "Non era importante che lo sapessi io, ma a cose fatte ormai si guarda avanti".

La linea italiana e la "comunione di intenti"

La posizione dell'Italia, ha ribadito Abodi, non può che essere allineata a quella della confederazione europea, di cui il nostro paese è parte integrante e uno dei membri più influenti. "Serve comunione di intenti. La posizione dell'Italia non può non essere che quella dell'Uefa", ha affermato con decisione il ministro, introducendo però una riflessione più sfumata sui metodi e sui tempi con cui certe scelte vengono comunicate.

Abodi ha osservato che, a volte, non è tanto importante ciò che si dice o si fa, quanto piuttosto il momento e le modalità con cui lo si fa, suggerendo che una maggiore concertazione preliminare avrebbe forse giovato alla compattezza del sistema. L’auspicio finale del ministro è stato quello di vedere il calcio internazionale ritrovare, tra le sue istituzioni, una condizione di tranquillità e un chiarimento che appaiono ormai indispensabili per superare l'attuale fase di fibrillazione.

La "ferita" del Fifa Forward Enterprise secondo Marchetti

Le parole di Abodi fanno da contraltare alle dichiarazioni ben più taglienti giunte dal vice segretario generale della Uefa, Giorgio Marchetti, il quale è stato ospite di "Radio Anch'io Sport" su Rai Radio 1. Marchetti ha delineato un quadro di rottura insanabile con il presidente della Fifa, utilizzando toni molto duri per descrivere l'impatto dell'operazione "Fifa Forward Enterprise", ovvero il tentativo di vendere una parte dei diritti televisivi della Coppa del Mondo a investitori privati.

"Questa vicenda, e il modo in cui il progetto è stato portato avanti, ha aperto una ferita difficilmente sanabile per il calcio", ha tuonato il numero due della Uefa, spiegando come il progetto abbia messo in luce vulnerabilità preoccupanti nel sistema di governance della Fifa, attualmente sotto la lente d'ingrandimento.

Rottura della fiducia e riforma della governance

Secondo Marchetti, l'episodio ha segnato un punto di non ritorno, sancendo la rottura definitiva dei legami di fiducia tra la Uefa e l'attuale presidente della Fifa. "La Uefa ha espresso chiaramente l'opinione che ci deve essere una riforma profonda della governance", ha aggiunto, confermando che la confederazione europea si oppone alla rielezione di Infantino. Pur non volendo entrare nel merito della parte legale, che è affidata ad altri, Marchetti ha confermato che si sta lavorando e che si valuteranno le mosse future.

Sul fronte dei candidati per le prossime elezioni presidenziali della Fifa, ha precisato che non è questo il momento di parlarne, lasciando intendere che l'attenzione è tutta concentrata sulla necessità di un cambio di rotta nei vertici del calcio mondiale.

Euro 2032 e il ritardo sugli stadi

Nel suo intervento, Marchetti ha toccato anche il tema caldo dell'organizzazione di Euro 2032, che sarà ospitato congiuntamente da Italia e Turchia, lanciando un monito sul fronte delle infrastrutture. "In questo momento l'Italia ha un grave ritardo d'impiantistica", ha dichiarato senza mezzi termini, spiegando che ad ottobre dovranno essere presentati i documenti per i cinque stadi che dovranno ospitare la manifestazione.

La Uefa, ha ricordato il vice segretario, ha bisogno di stadi esistenti che rispettino tutte le condizioni, o in alternativa di progetti che abbiano già completato l'iter burocratico di approvazione, con progettualità e budget definiti. Un avvertimento chiaro alle istituzioni italiane, chiamate a rispettare gli impegni presi per non compromettere la riuscita di un evento di portata europea.

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