Bruno Mars a San Siro, vespe, spritz e vip: Stefano De Martino, Mengoni e Ramazzotti scatenati
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Nove anni di digiuno forzato sono decisamente troppi, ma Milano ha finalmente ritrovato il suo folletto di Honolulu. Il redivivo Bruno Mars ha piantato le tende allo stadio San Siro per due date del suo “The Romantic Tour”, portando in dote una macchina da guerra nostalgica che macina il funk degli esordi e il pop del progetto Silk Sonic condiviso con Anderson Paak. Un rito collettivo che ha richiamato sotto il palco il fior fiore del nostro vippame.
L'omaggio tricolore e la carbonara della vigilia
Lo show ha seguito il solito copione collaudato, tra le proposte di matrimonio dei fan sulle note di “Marry You” e i cori giganti di “Locked Out Of Heaven”, ma il musicista statunitense ha voluto omaggiare il pubblico italiano presentandosi sul palco a bordo di una mini Vespa gialla fiammante, con una sciarpa della Nazionale italiana legata al collo. Nel frattempo, il sodale Anderson Paak reggeva il ritmo sorseggiando con olimpica calma un bicchiere gigante di spritz.
Il delirio collettivo è esploso puntuale sui cori di “Just The Way You Are”, benedetto dal cantante: «Grazie Milano, vi amo».
Alla vigilia del doppio appuntamento a San Siro, la popstar aveva scelto la cucina romana per un pranzo da “Osteria da Fortunata”, condiviso con i fan tramite un post su Instagram. Due piatti di carbonara, uno di amatriciana, e una fotografia immediatamente virale sui social: «Milan!! I'm fueled and ready for you tonight!» (“Milano!! Ho fatto il pieno e sono pronto per voi questa sera!”), chiusa dalla simpatica firma “Love, Bruno Marsiano”, con cui il cantante statunitense ha scherzosamente “italianizzato” il suo nome d'arte.
Il parterre di lusso tra il pubblico
In prima fila a sventolare lo smartphone c'era Stefano De Martino, che ha letteralmente intasato i propri canali social a colpi di video ravvicinati, esibendo un entusiasmo persino superiore a quello dei comuni mortali paganti.
La presenza dello scugnizzo campano, potrebbe non essere casuale, visto che l'ex ballerino ha già in tasca le chiavi per il Festival di Sanremo 2027: guardare da vicino uno show di questa portata, consigliato dal fido direttore artistico in pectore Fabrizio Ferraguzzo, assomiglia tanto a un tentativo di svecchiare le polverose logiche festivaliere per inseguire i grandi numeri dello streaming globale.
Poco distante dal conduttore Rai, si è materializzata una strana coppia di pesi massimi della nostra canzone. Il primo a farsi travolgere dal soul americano è stato Eros Ramazzotti, che ha tempestato le sue storia IG di video corredati da una sentenza definitiva: «Musica per le mie orecchie». A fargli eco, poco distante, si è fatto notare Marco Mengoni, intento a consumare le corde vocali, in una pausa rigenerante per l'ex vincitore di Sanremo, atteso sui palchi della penisola per dividere con Angelina Mango la sua “Canto d'amore”.
Uno spettacolo da 30 brani
Il concerto, della durata di circa due ore, ha visto l'esecuzione di una scaletta di oltre 30 brani suddivisa in tre set, spaziando dai successi più celebri come “24K Magic” e “Treasure” fino alle recenti hit come “Die with a smile”, il brano in collaborazione con Lady Gaga, e i pezzi del progetto Silk Sonic eseguiti insieme ad Anderson Paak. La parte centrale dello show è stata dominata dall'album “An Evening with Silk Sonic”, con il duo che ha dato vita a un'esibizione carica di ironia, culminata con lo spritz gigante e la mini Vespa.
Il gran finale ha visto l'arena trasformarsi in una gigantesca griglia tra fuoco, fiamme e il ritmo killer di “Uptown Funk”. Un ritorno, quello di Bruno Mars a Milano, che ha confermato le attese, regalando una serata di puro spettacolo e confermando il suo status di artista globale capace di unire generazioni diverse sotto lo stesso palco.




