Meloni attacca Schlein e Prodi, avvertimento agli alleati
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Redazione Interno
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Quando Giorgia Meloni veste i panni di leader di partito, lo stile istituzionale cede il passo al piglio barricadero che ha accompagnato l’ascesa della premier a Palazzo Chigi. Lo dimostra l’intervento di chiusura di Atreju, in cui Meloni attacca a testa bassa la sinistra, rivendica i risultati ottenuti dal suo governo, ma ammonisce anche gli alleati perché la smettano coi litigi e marcino uniti nella coalizione.
Meloni ha chiuso Atreju e ha ribadito la sua fiducia nei centri per migranti in Albania, affermando che funzioneranno e che intende combattere la mafia. Ha chiesto a tutto lo Stato italiano e alle persone perbene di aiutarla in questa lotta, sottolineando che i centri migranti in Albania funzioneranno, anche se dovesse passarci ogni notte fino alla fine del governo italiano.
Inoltre, Meloni ha lanciato una stoccata a Roberto Saviano, affermando che il governo ha buttato fuori la camorra dalla gestione delle domande per i nulla osta dei migranti regolari e ha liberato le case popolari a Caivano dai camorristi. Ha ironizzato sul fatto che ora aspetta i complimenti dei guru dell'antimafia, come Saviano, per queste azioni, suggerendo che forse non ci sarà più nulla su cui fare una serie televisiva milionaria.
Elisabetta Gardini ha aggiunto un affondo contro la sinistra, accusandola di odiare il popolo. La festa di Atreju, organizzata da Fratelli d'Italia, si è conclusa con il discorso di Meloni al pubblico del Circo Massimo, toccando vari temi, dall'attivismo incendiario di Maurizio Landini ai traguardi raggiunti dal governo.




