2 giugno, Mattarella: "Fu una prova di maturità democratica, completò il percorso di unità"
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso una lunga intervista a tutto camp al programma ‘Ne parliamo con il Presidente’ su Rai1 in occasione dell’80esimo anniversario della Repubblica. “Io credo che il voto da cui è nata la Repubblica, il 2 giugno del ‘46, possa essere definito il completamento di un percorso storico, quello della unità del nostro Paese, quello che attraverso la liberazione che ha portato a questa prova di maturità democratica che è stato il 2 giugno. (lapresse.it)
Su altre fonti
In questi anni ho verificato costantemente le iniziative di solidarietà, gli impegni nella tutela dell'interesse generale, le attività di senso di responsabilità che spontaneamente emergono dal corpo sociale. (Il Roma)
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La fiducia nei giovani, nella loro «partecipazione» e nel loro «coraggio», di cui «l'Italia si gioverà molto». La preoccupazione per le sfide difficili di oggi e di domani, dal diritto internazionale sotto attacco all’emergenza climatica e il ruolo dell’Intelligenza artificiale, fino alla denatalità e l’immigrazione. (Il Messaggero)

«Noi italiani abbiamo fornito seconde generazioni e quelle successive a molti paesi d'Europa e delle Americhe. Dall'emigrazione con le armi in pugno come i Longobardi, che hanno dato nome alla Lombardia, a quella pacifica dopo 1000 anni degli Albanesi nel meridione d'Italia, ai tanti arrivi individuali nel corso del tempo, il nostro popolo è il risultato di tanti apporti. (Il Messaggero)
Un viaggio che ha legato «tante generazioni e tanti territori», scandisce sul palco Sergio Mattarella. E poi altri momenti, altri flash, altri volti, come in un immaginario album di fotografie della storia del Paese. (Il Messaggero)
La festa per gli 80 anni della Repubblica è un appuntamento a cui il Capo dello Stato tiene moltissimo. Prima la deposizione della corna d’alloro al milite ignoto, poi la parata militare sui fori imperiali, dove Sergio Mattarella è arrivato a bordo della Lancia Flaminia 335, con la scorta dei corazzieri a cavallo. (il manifesto)




