Gp Monaco 2026, orari tv e la sfida senza ali mobili nel traffico del principato
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Redazione Sport
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La sosta, quella brevissima dopo il giro in Canada, è già un ricordo per gli addetti ai lavori, e lo sport automobilistico più seguito del mondo si prepara a tornare in pista là dove il glamour incontra la guida "millimetrica": sul Circuito di Monte-Carlo. L’appuntamento, cruciale per gli equilibri di una stagione completamente riscritta dai nuovi regolamenti tecnici, è fissato per il weekend del 5 giugno, un fine settimana che promette di regalare più di qualche rombo di motore tra le stradine del principato.
La macchina organizzativa, del resto, è già in moto da giorni, e gli orari delle sessioni – validate dalla Federazione – definiscono un programma serrato che inizierà nel primo pomeriggio di venerdì, per poi concludersi con la classica partenza della domenica alle ore 15:00.
Programmazione tv: diretta su Sky e differita su Tv8
Per chi volesse seguire ogni singola accelerazione delle nuove power unit, la diretta integrale sarà garantita, come di consueto, da Sky Sport F1 e dalla piattaforma Now, che offriranno la copertura completa di tutte le sessioni a partire dalle 13:30 di venerdì 5 giugno con le prime prove libere.
Non mancherà, in questo contesto, la finestra in chiaro per gli appassionati che non dispongono dell’abbonamento: Tv8, sebbene abbia mantenuto un certo riserbo sugli orari definitivi fino a pochi giorni fa, trasmetterà in differita sia le qualifiche del sabato (con orario ancora da definire ufficialmente) sia la gara della domenica, permettendo così a un pubblico più vasto di godersi lo spettacolo.
Il divieto dell'aerodinamica attiva e le ragioni della Fia
Ma l’edizione 2026, a differenza delle precedenti, porta con sé una peculiarità tecnica che ha tenuto banco nei briefing dei box: quella relativa all'assenza dello "straight mode". In altre parole, nel principato non sarà consentito ai piloti aprire l’aerodinamica attiva, quel sistema che – sostituendo di fatto il vecchio DRS – permette di ridurre la resistenza all’avanzamento sui rettilinei per aumentare la velocità di punta.
La decisione, maturata dalla Federazione sulla base di parametri oggettivi, scaturisce da una semplice considerazione geometrica: i tratti di fuga a Monte Carlo sono talmente brevi che non garantirebbero i tre secondi minimi di attivazione richiesti per passare in sicurezza dalla configurazione ad alto carico a quella a basso carico.
Il precedente di Norris e i nuovi limiti di velocità
Non solo, perché a questo si aggiunge un ulteriore intervento volto a calmierare le prestazioni nei punti più delicati del tracciato, come l'uscita del tunnel o la staccata della Sainte Dévote, dove le vie di fuga sono praticamente inesistenti. Per l’occasione, infatti, verrà implementata una mappa motore specifica denominata “Rev1”, la quale – senza abbassare la potenza massima di 350 kW – ne anticipa la fase di decadimento (il cosiddetto derating) già a partire dai 200 km/h, limitando di fatto l'energia elettrica riversata sulle ruote oltre quella soglia.
Si tratta di una scelta conservativa, certo, ma dettata dalla volontà di evitare che le vetture raggiungano velocità eccessive prima delle chicane, e che arriva a un anno di distanza dal successo di Lando Norris; lo scorso anno, a dispetto di un bloccaggio proprio alla prima curva, l’inglese della McLaren era riuscito a mantenere la prima posizione conquistata in partenza, resistendo poi agli attacchi di un ritrovato Charles Leclerc per tutta la durata del gran premio.




