Serena Williams a Wimbledon tra il richiamo dell'erba e l'odio per l'antidoping: "È dura, quasi non tornavo"
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Redazione Sport
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La dea del tennis, quella che ha vinto tutto e anche di più, è pronta a tornare sul palcoscenico che più le appartiene. Serena Williams, 44 anni, sette volte regina di Wimbledon, si appresta a varcare i cancelli dell'All England Club per ciò che sembra molto più di un semplice ritorno: una sfida contro il tempo, contro i dubbi e, a suo dire, contro un sistema antidoping che definisce "estenuante".
Un debutto sul Centrale contro la giovane Joint
Il sorteggio ha deciso che il primo ostacolo sulla strada della campionessa statunitense sarà Maya Joint, ventenne australiana attualmente numero 53 del mondo. Il match, in programma martedì sul Campo Centrale, rappresenta il primo incontro in singolare per Serena dopo quasi quattro anni di assenza dal circuito, un'assenza che risaliva alla sconfitta al terzo turno degli US Open 2022 contro Ajla Tomljanovic.
La scelta del Campo Centrale per il suo ritorno, con orario serale, non è certo stata casuale: come ha osservato l'Associated Press, "Dove altro avrebbe potuto giocare?". La Williams, che ha ricevuto una wild card sia per il singolare che per il doppio (dove giocherà con la sorella Venus), si trova in un tabellone che potrebbe riservarle un secondo turno contro la filippina Alexandra Eala, testa di serie numero 29, e un ipotetico terzo turno contro la campionessa in carica Iga Swiatek.
Proprio la polacca Swiatek aprirà le danze sul Centrale martedì, come da tradizione, affrontando Taylor Townsend, prima del match che tutti attendono.
"Non ero sicura fino a domenica": i dubbi di una leggenda
La decisione di scendere in campo in singolare non è stata presa con leggerezza. La stessa Serena ha raccontato di aver avuto ripensamenti fino all'ultimo, ammettendo di non essere stata sicura di accettare l'invito fino a domenica scorsa. Un dubbio legittimo, considerato che il suo ultimo match a Wimbledon risale al 2022, quando uscì al primo turno per mano di Harmony Tan.
Eppure, il fascino dell'erba londinese e l'opportunità rappresentata dalla wild card hanno avuto la meglio: "Non tutti i giorni Wimbledon offre una wild card a qualcuno" avrebbe pensato, consapevole del peso specifico di un invito che pochi al mondo possono ricevere. Il suo rientro era già stato preannunciato dal rientro nel protocollo antidoping e dalle apparizioni in doppio al Queen's e a Berlino, ma il salto di qualità, quello che fa tremare i polsi, è il ritorno in singolare in uno Slam.
Il sistema antidoping: "Lo odio, è stato un motivo per non tornare"
In una conferenza stampa che sapeva di ritorno al passato, Serena Williams ha scelto di non usare giri di parole per esprimere il suo disappunto verso le rigide regole dell'antidoping. "È estenuante", ha dichiarato, aggiungendo un secco "Lo odio" per descrivere un sistema che, a suo avviso, rasenta l'antipedagogico e l'irragionevole.
La madre di due figlie, impegnata anche nella gestione di un'azienda di venture capital, ha spiegato come la necessità di comunicare quotidianamente la propria posizione per un'ora al giorno, sotto il rischio di incorrere in sanzioni per eventuali mancati test, sia stata quasi un deterrente per il suo ritorno. "La mia vita è piena, viaggio per il mondo, ho figli. potrei trovarmi in tante città diverse in tanti momenti diversi", ha spiegato, sottolineando come le regole attuali non tengano conto delle complessità della vita di un'atleta fuori dal campo. Le sue parole arrivano in un momento delicato per il mondo del tennis, a pochi giorni dalla squalifica di quattro anni inflitta a Marketa Vondrousova, la campionessa di Wimbledon 2023, per essersi rifiutata di sottoporsi a un test fuori dalla finestra oraria stabilita.
Il paradosso di Joint: un'idolo da affrontare
Dall'altra parte della rete, la giovane Maya Joint si trova a vivere un sogno che sa di paradosso. Cresciuta guardando Serena Williams come un'idolo, la tennista australiana classe 2005 (nata, guarda caso, in Michigan come la stessa Williams) si prepara ad affrontarla in quello che definisce un "onore".
"Se mi aveste detto dieci anni fa che avrei giocato contro di lei al primo turno di Wimbledon, avrei detto che è pazzesco", ha dichiarato Joint, che ha ricevuto un "pep talk" da Ajla Tomljanovic, l'ultima giocatrice ad aver battuto Serena in un incontro di singolare. Nonostante il momento di forma non eccelso della ventenne, che ha perso 13 delle ultime 14 partite, la fiducia non manca: "Qualsiasi partita è vinci bile", ha affermato, pronta a sfidare la leggenda su un campo che sarà verosimilmente tutto per l'avversaria.
Le due non si sono mai affrontate in carriera, e il bilancio dei titoli (73 a 2 per la Williams) e del montepremi (94,8 milioni di dollari contro 1,8) la dice lunga sul divario che le separa, ma che sul prato di Wimbledon può, come sempre, essere azzerato dalla magia del momento.




