Italia, la linea verde di Mancini: da Pisilli a Kayode, i talenti che possono far svoltare la Nazionale
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Redazione Sport
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La Nazionale italiana riparte da una sconfitta e da un successo netto, ma soprattutto da una scommessa sui giovani che Roberto Mancini ha voluto fortemente al centro del suo nuovo corso. Dopo il ritorno sulla panchina azzurra, il commissario tecnico ha varato un gruppo extralarge di trentaquattro convocati per le prime partite di Nations League, con nove esordienti assoluti e una chiara indicazione di rotta: dare spazio a chi ha qualità e personalità, senza timore di bruciare le tappe.
Il centrocampo del futuro parte da Roma
Tra i nomi che stanno catalizzando l'attenzione c'è Nicolò Pisilli, centrocampista classe 2004 della Roma. Il giovane giallorosso è rimasto con l'Under 21 di Silvio Baldini, impegnata nelle qualificazioni agli Europei di categoria, e nella sfida contro l'Armenia ha giocato tutti i novanta minuti mettendo insieme una prestazione di sostanza e qualità: cinque duelli vinti su dodici, sei passaggi chiave e una grande occasione creata per i compagni.
Baldini lo considera un'arma in più, un centrocampista che sa mordere e inventare, capace di coprire entrambe le fasi con la stessa efficacia. Il suo nome era già circolato in estate come possibile pedina da valorizzare nel nuovo ciclo azzurro, e le prestazioni in Under 21 non fanno che confermare l'impressione.
Kayode, la scoperta della Nations League
Se c'è un giocatore che nelle prime uscite di questa Nations League ha lasciato il segno più profondo, quello è Michael Kayode. Il terzino classe 2004 del Brentford si è preso la fascia destra con una sicurezza che ha sorpreso anche gli osservatori più scettici: contro la Francia si è incollato a Doué senza mai mollarlo, risultando imprendibile anche nelle ripartenze avversarie. La sua storia azzurra è curiosa, perché è arrivato in Nazionale in ritardo rispetto alle attese, soltanto perché nei mesi precedenti altri tecnici non avevano potuto chiamarlo.
Ora Mancini se lo tiene stretto, consapevole di avere tra le mani un laterale capace di garantire spinta e copertura con la stessa intensità. Nella partita di Bursa contro la Turchia era già partito titolare, confermando una crescita esponenziale che lo rende uno dei punti fermi del nuovo corso.
I fratelli Esposito e la nuova generazione offensiva
L'altra grande scommessa di Mancini risponde al nome di Francesco Pio Esposito. Il centravanti dell'Inter, classe 2005, ha ripagato la fiducia con una media gol impressionante: sei reti in undici presenze in azzurro, un dato che lo colloca già tra i migliori marcatori della storia recente della Nazionale. Contro la Francia ha servito l'assist per Kayode, dimostrando di non essere soltanto un finalizzatore ma anche un pivot capace di far salire la squadra e rifinire il gioco.
Al suo fianco, dal primo minuto, è stato schierato il fratello Sebastiano, esordiente assoluto in Nazionale maggiore: una coppia inedita che Mancini ha voluto sperimentare senza esitazioni, segno di una volontà precisa di costruire qualcosa di nuovo attorno ai giovani.
Non solo i titolari: la panchina dei talenti
Il progetto di Mancini non si esaurisce negli undici che scendono in campo dal primo minuto. Dalla panchina sono entrati con regolarità giocatori come Issa Doumbia, centrocampista dello Sporting Lisbona, che il ct sta centellinando per accompagnarne la crescita senza bruciarlo. Alessandro Romano, rivelazione del Cagliari e già nel giro azzurro, è un altro profilo su cui lo staff tecnico punta con decisione: lo si allena in una posizione diversa da quella abituale, da interno sinistro, per ampliarne le competenze tattiche.
E poi c'è Mohamed Alì Zoma, ala del Norimberga, che ha già messo insieme numeri importanti in Zweite Bundesliga e che rappresenta un'opzione in più per un reparto offensivo in cerca di alternative. Nel gruppo dei convocati per la trasferta di Parigi figuravano anche nomi come Antonio Vergara e Daniel Maldini, inseriti in un elenco che mescola senatori e debuttanti con una logica di rotazione precisa.
La Roma come laboratorio azzurro
Osservando le convocazioni delle ultime settimane emerge un dato curioso: la Roma è diventata una sorta di laboratorio per la Nazionale che verrà. Oltre a Pisilli, che sta costruendo la sua candidatura partita dopo partita, il club giallorosso conta su altri giovani nel giro delle rappresentative azzurre. Emanuele Lulli, laterale classe 2007, è considerato uno dei profili da seguire con attenzione per le sue capacità nell'uno contro uno e nella corsa.
La linea verde romanista non si ferma qui: Daniele Ghilardi, difensore centrale arrivato in estate, era nella lista iniziale dei convocati di Mancini prima di restare a Coverciano per un programma di lavoro personalizzato. Anche Antonio Arena, attaccante classe 2009, è stato chiamato per un torneo internazionale con l'Under 18, a conferma di come il vivaio giallorosso continui a sfornare profili di interesse per le nazionali giovanili.
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