Milan, Criscitiello e Sacchi contro la gestione Furlani: "Squadra senza identità, giocatori presi a casaccio"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La sconfitta in Coppa Italia contro il Bologna, che ha chiuso una stagione iniziata tra speranze e finite tra le polemiche, ha riacceso le critiche verso la dirigenza del Milan. Michele Criscitiello, intervenuto a Sportitalia, non ha usato mezzi termini: "Il Milan ha chiuso degnamente una stagione fallimentare, iniziata con tutti gli errori che questa società avrebbe potuto fare". L’ad Giorgio Furlani, pur ammettendo "decisioni da prendere e errori da correggere", è finito nel mirino: "Non ha le competenze per guidare un club così importante".
Secondo il giornalista, la squadra "è da resettare", e tra i possibili sacrifici ci sarebbero Rafael Leão e Theo Hernández, "da vendere se arriveranno offerte serie". Un giudizio netto, che si aggiunge alle proteste dei tifosi, i quali, dopo aver contestato la squadra a testa bassa allo stadio, hanno annunciato il boicottaggio della trasferta di Roma. Una reazione che Matteo Gabbia ha definito "delusione, rammarico e amarezza", senza però riuscire a placare la rabbia.
Sulla stessa linea Arrigo Sacchi, che ha bollato il Milan come "un insieme di giocatori presi a casaccio". L’ex allenatore, legato ai tempi d’oro di Berlusconi, ha confessato: "Vederlo ridotto così mi rattrista". Per lui, la finale persa contro il Bologna è stata solo l’ultima prova di un progetto "senza idee", lontano anni luce dal Milan che, sotto la sua guida, dominò in Europa




