Genoa, De Rossi punta sul 3-5-2 e sogna un Ferraris infernale
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Redazione Sport
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Daniele De Rossi, mentre si appresta a vivere il suo esordio ufficiale sulla panchina del Genoa, si trova già a fare i conti con una assenza forzata dalla zona tecnica per la sfida contro la Fiorentina, squadra che a sua volta vedrà in panchina una nuova guida in Paolo Vanoli. L'incontro, in programma al "L. Ferraris", rappresenta un esordio posticipato per l'ex capitano giallorosso, il quale, come riporta La Gazzetta dello Sport, sembra intenzionato a proseguire lungo il solco tracciato dalla gestione ad interim di Alberto Murgia e Domenico Criscito. Quel modulo di gioco, un 3-5-2 sperimentato con esito positivo nella trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo, costituisce infatti la base dalla quale De Rossi non vuole discostarsi, almeno in questa prima fase del suo insediamento.
Un legame passionale con la piazza
«Vorrei lasciare il segno in questa tifoseria e far tornare il Ferraris un inferno»: sono queste le parole con cui l'allenatore ha subito cercato di stabilire un contatto profondo con il popolo rossoblù, dichiarando di non essere «un freddo» e di nutrirsi d’amore. Un sentimento, il suo, che per la Roma rimane qualcosa di immutabile, mentre per il Genoa sta vivendo una fase di delicato e promettente sbocciare. La sua natura passionale, del resto, lo ha spinto, prima di appendere gli scarpini al chiodo, a cercare emozioni pure vestendo la maglia del Boca Juniors, per assaporare fino in fondo il calore di una piazza tanto esigente quanto vibrante come quella argentina. D'altronde, quella ligure è una piazza che non chiede altro che essere conquistata attraverso i risultati, un terreno fertile per un carattere come il suo, ma che ha bisogno di prove concrete per infiammarsi completamente.
La 'benedizione' di un'altra bandiera
Tra i molti messaggi di augurio giunti a De Rossi, spicca per il suo peso simbolico quello di Bruno Conti, un'altra bandiera del calcio italiano che, in un lontano passato, ha vestito anch'egli la maglia del Genoa. In un'intervista rilasciata al 'Corriere dello Sport', Conti ha definito Dani «già un allenatore importante» e «un leader carismatico», esprimendo la propria certezza che saprà fare «benissimo in una piazza che sembra cucita su misura per lui». Queste parole, che arrivano da una figura così rispettata, suonano come una sorta di passaggio di testimone ideale tra due uomini che hanno calcato gli stessi campi, seppur in epoche diverse, e che comprendono il valore di un legame autentico con la gente.
Un percorso da costruire giorno per giorno
Interrogato sulla possibilità di un futuro ritorno di De Rossi nella sua Roma, Conti ha preferito smarcarsi con eleganza, sottolineando come «l’importante è che adesso faccia il suo percorso», aggiungendo che lui e molti altri lo seguiranno «con affetto». Una presa di distanza dalle speculazioni che, inevitabilmente, accompagnano ogni suo passo, e che sposta l'attenzione sul presente e sul lavoro concreto che lo attende a Genova. Un lavoro che comincia con la definizione di uno schema di gioco preciso e con l'ambizione di ridare al Ferraris l'atmosfera intimidatoria che lo ha sempre caratterizzato, un obiettivo che passa necessariamente attraverso la costruzione di una squadra solida e combattiva.




