Volkswagen T-Roc, il rinnovamento che punta sull'ibrido

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La seconda generazione della Volkswagen T-Roc, che ormai solca le strade dal 2017 conquistando la vetta delle vendite in Italia, rappresenta una svolta ben ponderata per la casa di Wolfsburg. Questo rilancio, avvenuto in un periodo particolarmente critico per il gruppo tedesco, costretto ad affrontare sfide economiche e riassetti interni, si concentra su un'evoluzione tecnica precisa: l'elettrificazione, seppur leggera, diventa il perno irrinunciabile. La vettura, che continua a condividere la sua anima meccanica con la compatta Golf sulla piattaforma MQB Evo, si presenta con un passo allungato di tredici centimetri, una lunghezza totale di 4,37 metri e un bagagliaio che, con i suoi 475 litri di capacità, offre trenta litri in più rispetto al modello uscente, un vantaggio non da poco per l'utilizzo quotidiano.

La nuova strategia motoristica

La novità più significativa, che segna una cesura netta con il passato, risiede sotto il cofano: la gamma motori, infatti, abbandona definitivamente il propulsore diesel 2.0, un tempo colonna portante del listino, per abbracciare una strategia ibrida. Il primo step, già disponibile per le ordinazioni, è il 1.5 eTSI ACT da 150 CV mild hybrid a 48 Volt, accoppiato al cambio DSG a doppia frizione. Questo sistema, che recupera energia in frenata per assistere il termico, non solo contribuisce a contenere i consumi ma rende anche le ripartenze più pronte e fluide. La tabella di marcia prevede, in un secondo momento, l'arrivo di versioni più spinte, come un 2.0 a trazione integrale, e soprattutto l'atteso ingresso di una variante full hybrid, anch'essa basata sul medesimo blocco da 1.5 litri, a sancire l'impegno del costruttore in questa direzione.

Design e posizionamento sul mercato

Esteticamente, la T-Roc rinnovata non stravolge la formula che ne ha decretato il successo, aggiornando i dettagli per mantenerla attuale senza snaturarne il DNA riconoscibile. L'obiettivo dichiarato è quello di consolidare una posizione di leadership in un segmento, quello dei SUV compatti, estremamente affollato e competitivo. La versione di accesso, denominata "Life", sarà proposta a un prezzo di partenza di 33.900 euro, con la promessa di una dotazione che il costruttore definisce di livello medio, puntando a un equilibrio tra contenimento dei costi e offerta di tecnologia. L'attesa per il suo arrivo fisico nei saloni italiani è fissata per il prossimo gennaio, quando si potrà toccare con mano la reale portata di questo aggiornamento.

Le impressioni dalla prova su strada

Guidare la nuova T-Roc, specialmente nella configurazione R-Line che esalta l'estetica sportiva, conferma le intenzioni della Volkswagen: creare un'automobile polivalente, comoda per la città ma con una marcia in più in termini di dinamismo e finiture. L'abitacolo, che eredita soluzioni dalla Golf, ben riflette l'upgrade di posizionamento, mentre la meccanica, grazie all'ausilio del sistema mild hybrid, opera con una discrezione e una morbidezza che erano un punto di forza del diesel ormai messo da parte. Si percepisce, insomma, un prodotto maturo, frutto di un'evoluzione che cerca di interpretare le esigenze del presente senza compiere balzi troppo azzardati, puntando sulla riconoscibilità del marchio e su un pacchetto tecnico finalmente al passo con i tempi.

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