Attentato al premier slovacco Robert Fico: un Paese in cerca di pace

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'attentato al premier slovacco Robert Fico ha costretto noi europei ad affrontare riflessioni di cui avremmo volentieri fatto a meno. La questione principale è se i candidati impegnati nella campagna elettorale in corso continueranno ad avvicinarsi ai loro sostenitori che andranno a salutarli e ad applaudirli dopo averli ascoltati. In proposito, esistono dubbi.

Un Paese diviso

A due giorni dall'attacco a colpi d'arma da fuoco contro il primo ministro Robert Fico, la Slovacchia si sveglia ferita e confusa. Sono trascorsi sei anni dal duplice assassinio del reporter investigativo Ján Kuciak e della fidanzata Martina Kušnírová che nel febbraio 2018 travolse le fragili certezze della democrazia slovacca. Da allora, al governo del Paese si sono succeduti cinque primi ministri, in un clima costante di scontro politico senza quartiere, fiducie inseguite o sfuggite in parlamento e di incertezza sul futuro.

Risveglio dal coma e appelli alla pacificazione

Giovedì 16 maggio è stato il giorno del risveglio di Robert Fico dal coma e degli appelli alla pacificazione in un Paese segnato dal primo tentativo di omicidio di un leader politico europeo da più di 20 anni. Le condizioni di salute del premier slovacco, dopo un intervento di quasi cinque ore che ha coinvolto due équipe di chirurghi, restano molto gravi ma stabili, riferiscono i sanitari dell’ospedale Roosevelt di Banska Bystrica.

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