Galaxy Watch 9, il grande passo avanti di Samsung (che però fa arrabbiare)

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Voglio essere subito onesto con voi: questo nuovo Samsung Galaxy Watch 9 mi ha fatto arrabbiare. E il vero paradosso è che mi ha fatto infuriare proprio perché è un orologio fantastico. Ci troviamo davanti a un dispositivo che rasenta l'eccellenza in tantissimi comparti, ma che cade su una criticità che, nell'uso quotidiano, si fa sentire. Ma andiamo con ordine, perché c'è davvero tanto di cui parlare e voglio spiegarvi nel dettaglio perché questo wearable è stato croce e delizia del mio polso.

Un supporto software che guarda al futuro, a differenza del passato

Samsung ha approfittato dell'Unpacked di Londra per annunciare una novità che riguarda il supporto software dei suoi nuovi smartwatch: Galaxy Watch 9 e Galaxy Watch Ultra 2 riceveranno cinque aggiornamenti maggiori del sistema operativo e cinque anni di patch di sicurezza. Un passo avanti rispetto alla politica precedente, che si fermava a quattro OS update.

I nuovi orologi girano su Wear OS 7 con One UI 9 Watch e, grazie a questa garanzia estesa, dovrebbero ricevere il loro ultimo aggiornamento maggiore nel 2031; una finestra temporale che, per un dispositivo indossabile, rappresenta un impegno non indifferente e che dimostra come il colosso sudcoreano abbia deciso di allinearsi, se non superare, gli standard di longevità digitale del mercato.

Galaxy Watch Ultra 2, il computer da sub che si paga (a parte)

Il nuovo modello Ultra 2, pensato per gli sportivi più esigenti e per chi ama esplorare le profondità marine, misura gratuitamente profondità e durata dell'immersione, ma le funzioni avanzate da computer subacqueo richiederanno un abbonamento separato. Samsung Electronics ha confermato che la dotazione di base comprende il timer d'immersione e un allarme per la velocità di risalita; strumenti come gli algoritmi di decompressione e la gestione delle miscele saranno invece affidati a un'app sviluppata con Mares.

Una scelta che potrebbe far storcere il naso a chi aveva acquistato il dispositivo pensando di avere tutto subito, ma che risponde probabilmente a logiche di certificazione e aggiornamento continuo di un comparto, quello della subacquea, che richiede precisione assoluta e dati sempre aggiornati.

Design e prestazioni, il punto di riferimento Android si evolve ancora

Con il primo Galaxy Watch Ultra Samsung aveva dimostrato di voler fare sul serio nel segmento degli smartwatch premium, non era semplicemente un'alternativa ai modelli tradizionali, ma un dispositivo progettato per chi pretende qualcosa in più in termini di resistenza, autonomia e monitoraggio sportivo. Un prodotto che, inevitabilmente, ha attirato l'attenzione anche per il design, molto diverso da quello a cui il produttore coreano ci aveva abituati negli anni precedenti.

Il Galaxy Watch 9, pur riprendendo molte di quelle soluzioni estetiche, le affina e le rende più fruibili, con un display che regala una leggibilità eccellente anche sotto la luce diretta del sole e una interfaccia che, grazie al nuovo processore, scorre via che è un piacere.

Tornando al nodo che mi ha fatto arrabbiare, e che probabilmente farà discutere molti appassionati, è proprio la gestione di alcune funzioni "premium". L'ecosistema Samsung, ormai consolidato, offre una miriade di sensori e metriche che vanno a braccetto con l'app Salute, ma la sensazione è che per avere il quadro completo delle potenzialità dell'orologio, l'utente debba mettere mano al portafogli più di quanto preventivato.

Non parliamo di un semplice aggiornamento, ma di vere e proprie funzionalità che, sulla carta, erano state presentate come parte integrante del pacchetto, salvo poi scoprire che per sbloccarle del tutto occorre un abbonamento.

Samsung ha fatto un lavoro straordinario dal punto di vista ingegneristico, non c'è dubbio: il Galaxy Watch 9 è un concentrato di tecnologia che tiene testa, e forse supera, la concorrenza più agguerrita. Ma la strategia commerciale, con queste micro-transazioni e abbonamenti per funzioni che sembravano incluse, rischia di minare la fiducia di chi cerca un prodotto completo e senza sorprese.

Resta il fatto che, se si è disposti a convivere con queste "piccole" limitazioni o a spendere qualcosa in più, ci si trova davanti a uno dei migliori smartwatch Android mai realizzati, un compagno fedele per il polso che promette di durare nel tempo grazie a un supporto software finalmente all'altezza delle aspettative.

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