La Russia attacca l'Ucraina dopo la telefonata Putin-Trump
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Redazione Esteri
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Nonostante la telefonata tra Vladimir Putin e Donald Trump, durante la quale il leader russo aveva accettato, almeno in linea di principio, un cessate il fuoco parziale di 30 giorni, le operazioni militari della Russia in Ucraina non si sono fermate. Anzi, poche ore dopo il dialogo tra i due presidenti, Mosca ha lanciato un nuovo attacco con droni kamikaze e missili S-300, colpendo infrastrutture civili e obiettivi sensibili. Tra questi, due ospedali nella città di Sumy, nel nord-est del Paese, uno dei quali pediatrico. I danni sono stati ingenti, ma fortunatamente non si registrano vittime.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, commentando la situazione, ha annunciato di voler parlare direttamente con Trump, sottolineando che gli Stati Uniti dovrebbero assumere un ruolo centrale nel monitoraggio del cessate il fuoco. «È chiaro che Putin non vuole fare alcun tipo di concessione», ha dichiarato Zelensky, evidenziando come l’offensiva russa sia continuata nonostante le dichiarazioni di apertura al dialogo.
L’attacco notturno ha visto l’impiego di 40 droni, che hanno reso inagibili alcune aree degli ospedali colpiti, costringendo all’evacuazione di 147 pazienti, tra cui persone con mobilità ridotta. I vigili del fuoco e i soccorritori sono intervenuti tempestivamente, evitando ulteriori conseguenze. Intanto, il Cremlino ha accusato Kiev di non rispettare la tregua, sostenendo che ci sarebbero stati tentativi ucraini di colpire infrastrutture energetiche russe. «Purtroppo non vediamo reciprocità da parte del regime di Kiev», ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov, senza fornire ulteriori dettagli.
La situazione rimane tesa, con Mosca che insiste sulla necessità di definire i termini di una possibile tregua, auspicando che questa possa aprire la strada a una pace duratura. Tuttavia, le azioni sul campo sembrano contraddire le parole, lasciando poco spazio all’ottimismo. Zelensky, dal canto suo, continua a cercare sostegno internazionale, mentre l’Ue ribadisce la sua posizione critica verso Mosca, accusando Putin di non voler fare concessioni reali.




