Juventus, Chiellini conferma l’addio di Vlahovic: “A queste cifre non rimarrà in Italia”
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Redazione Sport
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L’incontro decisivo, quello che si è tenuto nella mattinata di oggi alla Continassa, ha di fatto sancito la fine del rapporto tra la Juventus e Dusan Vlahovic. Nonostante la trattativa per il rinnovo – una lunga telenovela che si trascinava ormai da mesi – fosse sembrata viva fino all’ultimo respiro, il muro economico eretto dalle due parti si è rivelato insormontabile.
Il club bianconero, che non ha potuto e nemmeno voluto superare il limite finanziario autoimposto, deve ora fare i conti con l’addio imminente del suo centravanti serbo, destinato a lasciare Torino a parametro zero già a partire dal prossimo 30 giugno. A certificare la fumata nera è stata una voce autorevole e, per certi versi, inaspettata: quella di Giorgio Chiellini.
L’attuale Head of Football Strategy (o director of football strategy, se si preferisce la denominazione inglese) della Vecchia Signora, intervenuto a margine di un evento organizzato dallo Juventus Club Montecitorio, ha rilasciato alcune brevi dichiarazioni ai microfoni dell’AGI. Chiellini, visibilmente dispiaciuto ma estremamente lucido, ha spiegato le ragioni profonde di questo divorzio consumato poche settimane prima della scadenza naturale del contratto.
“A me dispiace molto, fino all’ultimo ci ha tenuto per la Juve – ha confessato l’ex capitano, usando un tono misurato ma privo di giri di parole –. È una persona seria”. L’elogio al professionista, tuttavia, è servito da contraltare a una presa di posizione netta sulla sostenibilità economica dell’operazione.
L’ingaggio, il veto del club e il futuro lontano dalla Serie A
La distanza sul compenso, una forbice che nessuno ha voluto o potuto ricucire, rappresenta il vero nodo della questione. Se da un lato la dirigenza juventina ha fatto quadrato attorno a un’offerta considerata congrua con le nuove direttive di bilancio – incentrata su un fisso ridotto integrato da bonus legati a risultati e presenze –, dall’altro l’entourage del classe 2000 non ha mai abbassato le proprie pretese economiche.
Le richieste del calciatore, che secondo indiscrezioni gravitavano attorno a cifre ben superiori alla proposta ufficiale, sono state giudicate incompatibili con i piani industriali del club. “A queste cifre – ha tagliato corto Chiellini – Dusan non rimarrà in Italia”. Una dichiarazione, questa, che assume i contorni di un vero e proprio aut aut, spazzando via in un sol colpo le flebili speranze di altre pretendenti nostrane.
Secondo quanto riportato da diverse agenzie, l’incontro di stamattina ha rappresentato l’ultimo atto di una trattativa logorante. Il club bianconero, dopo aver valutato l’impatto dell’assenza della qualificazione in Champions League sulle casse societarie, ha ritenuto economicamente insostenibile venire incontro alle ultime richieste presentate dai procuratori del serbo, le quali prevedevano anche commissioni elevate e bonus alla firma. Di conseguenza, non essendoci più margini di manovra, la separazione è diventata una certezza assoluta.
Le ragioni di una rottura e la posizione della società
Non si tratta dunque, come qualcuno aveva ipotizzato, di una volontà precisa dell’attaccante di cambiare aria per ragioni tecniche o ambientali, ma di una divergenza puramente numerica. Chiellini ha voluto ribadire che, nel rispetto delle reciproche posizioni, nessuna delle due parti deve essere additata come nemesi dell’accordo.
“È legittimo che cerchi un altro tipo di ingaggio”, ha precisato il dirigente, legittimando di fatto la caccia al contratto milionario che probabilmente porterà Vlahovic ad approdare in Premier League o in un altro top club europeo disposto a sganciare la valigetta. L’ex numero 3 bianconero ha così confermato che, nelle attuali condizioni economiche del calcio italiano e in particolare di quelle juventine, non c’è alcuna possibilità di trattenere un calciatore con simili pretese retributive.
L’avventura iniziata nel gennaio del 2022, che doveva rappresentare l’eredità del peso offensivo di CR7, si chiude quindi con un arrivederci anticipato e senza il consueto passaggio di consegne davanti alla cassa.
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