Inter, il piano di Chivu: tre innesti e un nuovo modulo per ringiovanire la rosa
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Redazione Sport
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L’aria che tira in viale della Liberazione è quella tipica delle vigilia di grandi cambiamenti, un misto di euforia per il traguardo ormai sfiorato e di pragmatismo nella pianificazione del futuro. Mentre la squadra di Cristian Chivu si prepara a mettere le mani sul tricolore, asfaltando un campionato che sembrava potesse regalare più emozioni fino a qualche settimana fa, la dirigenza nerazzurra è già proiettata sull’estate. Dopo aver passato una stagione ad Appiano sulla scia del lavoro di Simone Inzaghi, il progetto tecnico dell’ex difensore rumeno, che molti avevano accolto con scetticismo, sta per prendere una nuova e decisiva direzione. Fin dal suo ritorno a Milano, infatti, Chivu aveva chiesto calciatori con caratteristiche specifiche per dare la propria impronta tattica alla squadra; un anno fa, complice anche il risicato margine di manovra, dovette accontentarsi di gestire gran parte dei calciatori ancora in organico, ma in estate la rosa potrebbe subire una mini-rivoluzione.
Restyling a trazione anteriore, i primi tre colpi per l’era Chivu
Non si tratta più solo di voci di corridoio, ma di vere e proprie indiscrezioni che trovano spazio sulle principali testate giornalistiche. Il "Corriere della Sera" ha gettato luce su quella che sarà la strategia immediata dei campioni d'Italia in carica: servono nuovi titolari in ruoli chiave, a partire dall’ultimo baluardo difensivo fino alla mediana. I primi tre nomi finiti sull’agenda di Piero Ausilio sono pesanti e portano con sé un’idea precisa di futuro. Per la porta, il prescelto è Guglielmo Vicario, estremo difensore del Tottenham che conosce bene le dinamiche del nostro campionato e che garantirebbe quella sicurezza tra i pali che serve a una squadra che vuole dominare. In difesa, spunta il profilo di Tarik Muharemovic del Sassuolo, centrale mancino di prospettiva, perfetto per alternarsi o affiancarsi a Bastoni. A centrocampo, occhi puntati su Aleksandar Stankovic, di proprietà del Bruges, che potrebbe riportare in Italia quella visione di gioco e quella fisicità che tanto stanno convincendo gli osservatori nerazzurri.
Di Marzio e la svolta epocale: "Primo mercato rivoluzionario"
A corroborare questa tesi, interviene una delle voci più autorevoli nel panorama del calciomercato. Gianluca Di Marzio, intervenuto ai microfoni di TMW Radio, ha parlato chiaramente di una cesura netta rispetto alle recenti politiche di spesa. "Credo sarà, dopo un paio di mercati conservativi, il primo mercato rivoluzionario per l'Inter", ha dichiarato il giornalista di SkySport, sottolineando un cambio di paradigma che non può passare inosservato. Secondo la sua analisi, la società non si limiterà a ritoccare gli angoli, ma dovrà necessariamente prendere almeno cinque giocatori, al di là delle cessioni. La filosofia, ormai scolpita nella pietra dalla proprietà, è quella di un ringiovanimento deciso della rosa: "Sarà un mercato giovane, perché la filosofia della società è questa, con giovani però forti". Non si tratta quindi di scommesse a basso costo, ma di investimenti mirati su elementi già pronti per il salto di qualità, capaci di abbassare l’età media senza abbassare l’asticella delle prestazioni.
L’addio alla difesa a tre e il nodo contrattuale del tecnico
La rivoluzione, però, non riguarda solo i nomi dei calciatori in entrata, ma l’intera architettura tattica. L’Inter, da anni abituata a schierarsi con il 3-5-2, potrebbe abbandonare questo schema per abbracciare una difesa a quattro, un modulo che Chivu ha sempre accarezzato e che vorrebbe implementare per dare maggiore solidità e variabilità offensiva alla manovra. Un cambiamento strutturale che richiede, ovviamente, pedine diverse rispetto a quelle attuali, giustificando così l’assalto a profili specifici sul mercato. In attesa che questa nuova alba abbia inizio, resta da sciogliere il nodo relativo alla panchina. Chivu, che ha saputo gestire con lucidità le difficoltà iniziali e trasformare l’amarezza europea in benzina per il campionato, è in attesa del rinnovo del contratto. Sebbene la fumata bianca sia data per imminente (con un accordo che dovrebbe legarlo al club fino al 2028), ogni discorso formale è stato rimandato al momento in cui lo scudetto diventerà matematico, per non distogliere la concentrazione dall’obiettivo primario.




