Juventus, Mateta e le mosse di mercato tra sì e no
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Redazione Sport
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La trattativa che dovrebbe portare Jean-Philippe Mateta dalla Premier League alla Serie A, con la Juventus pronta ad accoglierlo, è entrata nel vivo delle sue fasi decisive. Il centravanti francese, le cui caratteristiche di peso e fisicità sono ritenute indispensabili per il 4-2-3-1 disegnato da Luciano Spalletti, ha già dato il suo assenso personale al trasferimento in bianconero, un fatto che di per sé non basta a sciogliere i molti nodi rimasti. La società londinese del Crystal Palace, infatti, guidata dal tecnico Oliver Glasner, ha respinto senza esitazioni la prima offerta formale presentata dalla dirigenza juventina, confermando, in una giornata di risposte contrastanti per il club torinese, una posizione inflessibile. Glasner, del resto, aveva già fornito in conferenza stampa indicazioni chiare sulle condizioni per un addio del suo attaccante, condizioni che sembrano ora tradursi in una richiesta di cessione a Titolo definitivo, non essendo il giocatore – il cui contratto è in scadenza nel 2027 – nella condizione di poter essere acquisito con la formula del prestito.
Le ragioni di una ricerca ostinata
Alla base dell’interesse juventino, persistente nonostante il primo stop, c’è una valutazione tecnica precisa, che affonda le radici nelle prestazioni finora offerte dagli altri attaccanti acquistati la scorsa estate. David e Openda, infatti, non hanno convinto appieno, lasciando un vuoto in attacco che il club intende colmare con un profilo diverso. A questo si aggiunge, come sfondo ulteriore, l’incertezza che avvolge il futuro di Dusan Vlahovic, il cui contratto è destinato a scadere nel giugno 2026, una scadenza che spinge la dirigenza a muoversi con anticipo sul mercato per non ritrovarsi scoperta. La volontà di inserire nel proprio organico una punta di peso, dunque, non è un capriccio dettato da una singola prestazione negativa, come il deludente pareggio contro il Cagliari, ma risponde a un disegno tecnico di più ampio respiro, che Spalletti sta cercando di implementare nonostante le attuali limitazioni di rosa.
Il nodo tempo e il vincolo delle liste
Una delle complicazioni maggiori, in questa trattativa che procede a fatica, è rappresentata dal fattore tempo e dai regolamenti sportivi. La finestra di mercato di gennaio si chiuderà tra circa due settimane, un lasso di tempo che appare sempre più esiguo per raggiungere un accordo con una società come il Crystal Palace, decisa a non fare sconti. Inoltre, anche nel caso di una svolta improvvisa e positiva delle trattative, nessun nuovo acquisto – e quindi neppure Mateta – potrebbe essere inserito nella lista Champions League prima del termine della fase a gironi, obbligando Spalletti a fare di necessità virtù per l’imminente e importante impegno contro il Benfica. Questo vincolo, inevitabilmente, influisce sul peso strategico dell’operazione, rendendola più un investimento per il futuro immediato post-gironi e per la prossima stagione che una soluzione per il presente.
La postura del Crystal Palace e i possibili sviluppi
La posizione assunta dal club londinese, dopo il netto rifiuto della prima proposta, appare salda e difficilmente negoziabile, almeno nelle intenzioni dichiarate. Le Eagles, come emerso dai dettagli sull’offerta respinta, non intendono privarsi del proprio cannoniere se non a titolo definitivo, ponendo così un serio ostacolo finanziario sulla strada della Juventus, la quale dovrà valutare se e come alzare la propria offerta economica. La trattativa, pertanto, si avvia a diventare un braccio di ferro non solo sulle cifre, ma sulla stessa natura dell’operazione, con la Juventus che dovrà decidere se scommettere in modo consistente sul giocatore o se ripiegare su altri obiettivi, in un mercato che offre tempi ristretti e margini di manovra limitati. La partita, insomma, si gioca tutta sul piano della volontà e della disponibilità economica.




