Storico scambio di prigionieri tra Russia e Stati Uniti
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Redazione Esteri
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Il presidente russo Vladimir Putin ha accolto all'aeroporto di Mosca i prigionieri russi liberati dagli Stati Uniti, segnando il più grande scambio di prigionieri della storia post-sovietica. Questo accordo ha portato alla liberazione di 26 persone, nonostante le relazioni tra Washington e Mosca siano ai minimi storici dai tempi della Guerra Fredda, aggravate dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022.
Accordo senza precedenti
Lo scambio di prigionieri, avvenuto il 1° agosto all'aeroporto di Ankara in Turchia, ha visto Mosca rilasciare 16 persone, tra cui i giornalisti Evan Gershkovich, Alsu Kurmasheva e Vladimir Kara-Murza. In cambio, otto criminali russi che stavano scontando pene nelle carceri europee e americane sono stati consegnati alla Russia. Tra i 16 rilasciati dal Cremlino, vi erano anche cinque cittadini tedeschi e sette cittadini russi, prigionieri politici nel loro Paese.
Reazioni internazionali
L'accordo è stato accolto con favore a Bruxelles, che ha applaudito lo scambio di prigionieri tra Stati Uniti e Russia. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha accolto gli ex detenuti rientrati negli Stati Uniti, tra cui il reporter del Wall Street Journal Evan Gershkovich, l'ex marine Paul Whelan e la giornalista russo-statunitense Alsu Kurmasheva, alla Joint Base Andrews del Maryland. Le loro famiglie erano presenti insieme al presidente Biden e alla vice Kamala Harris.
Implicazioni diplomatiche
Questo storico scambio di prigionieri dimostra che un canale di comunicazione tra Mosca e Washington esiste e può funzionare, nonostante le tensioni geopolitiche. L'accordo, che ha coinvolto sette Paesi, rappresenta una vittoria diplomatica per Biden, che si era impegnato a riportare a casa i cittadini statunitensi e a sostenere il movimento pro-democrazia russo.




