Papa Leone XIV a Castel Gandolfo: "Venti di guerra non spengano fiammella della speranza della pace"
Da Castel Gandolfo, Papa Leone XIV rinnova il suo appello alla pace. “I venti di guerra soffiano nuovamente in Medio Oriente, in Ucraina e in molte altre parti del mondo, seminando violenza, terrore e morte e colpendo ancora una volta tante persone innocenti. Non lasciamo che questi eventi spengano la fiamma della speranza e della pace, anche quando sembra fragile e vacillante. Rinnovo la mia speranza che venga perseguita con perseveranza la via del dialogo, dell’incontro e della diplomazia, l’unica in grado di condurre a una pace giusta e duratura, in cui i popoli possano vivere in riconciliazione, nella sicurezza reciproca e nel rispetto della dignità di ogni persona”, ha detto il pontefice al termine dell’Angelus. (lapresse.it)
Su altri giornali
Castel Gandolfo, esclusivo concerto per il Papa con musiche di Bellini e Bacalov tratte dalla "Norma " nel cortile del Palazzo Apostolico organizzato dalla Diocesi di Albano, iniziato alle 21 alla presenza del pontefice Papa Leone XIV. (Il Messaggero)
(Video di Licinia Mirabelli) Il Pontefice ha salutato tutti, stringendo mani e benedicendo i bambini lungo la strada. (la Repubblica)
Si leva ancora una volta la voce del Papa per chiedere di non lasciare che la violenza abbia la meglio sul dialogo e sulla diplomazia. L'appello arriva in giorni in cui il rumore delle bombe torna a levarsi forte soprattutto dal Medio Oriente e dall'Ucraina. (Avvenire)
Con fame di giustizia, fame di autentica carità, fame per una Chiesa che veramente sa aprire le porte, accogliere, ricevere tutti. “Grazie per essere qui. (Korazym.org)
"Continuiamo a seguire con apprensione ciò che accade in diversi Paesi lacerati dalla guerra e dalla violenza. Non dimentichiamoci di chi soffre e muore a causa dei conflitti e al generoso impegno per la pace curiamo anche la nostra costante preghiera". (Sky TG24)
Il Papa ha invitato a pranzo duecento persone vulnerabili, tra rifugiati, disoccupati, famiglie in difficoltà per le ragioni più diverse. Prima del pranzo rivolge a tutti un saluto che è anche un appello alle istituzioni a fare di più per coloro che hanno bisogno: «Sono venuto senza discorso, però con molta fame: fame di giustizia, fame di autentica carità, fame per una Chiesa che veramente sappia aprire le porte, accogliere, ricevere tutti, dove c'è amore per tutti e dove nessuno è nemico, dove tutti sappiamo vivere la riconciliazione, il perdono, la pace», ha detto auspicando che «si possano eliminare le cause della povertà e dell’ingiustizia che ancora esistono nel nostro mondo». (Giornale di Sicilia)