Salmonella nell'acqua potabile in Sicilia, allarme in 15 comuni
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Redazione Interno
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In Sicilia, l'emergenza idrica si aggrava ulteriormente con la scoperta di tracce di salmonella nell'acqua potabile. La situazione, già critica a causa della siccità che ha prosciugato gli invasi dell'isola, è peggiorata con le recenti analisi che hanno rilevato la presenza del batterio nella rete idrica che serve la provincia di Trapani e alcune aree dell'Agrigentino. Le piogge, seppur violente, sono state insufficienti a risolvere la crisi, e la realizzazione di nuovi pozzi è ancora lontana. A Palermo, dove la distribuzione dell'acqua era stata regolare per mesi, si è ora costretti a razionamenti.
Le tracce di salmonella sono state individuate nell'acqua della diga Garcia, in uscita dal potabilizzatore di Sambuca. Siciliacque, la società responsabile della gestione idrica, ha immediatamente potenziato il trattamento di disinfezione per ridurre la presenza dei batteri, informando le Asp e le prefetture di Trapani e Agrigento per adottare le necessarie misure di tutela della salute pubblica. In attesa di ulteriori analisi, l'Asp di Trapani ha raccomandato ai sindaci di 15 comuni del Trapanese di emanare ordinanze di non potabilità dell'acqua, che resterà comunque in distribuzione fino al superamento della non conformità segnalata.
Ad Alcamo, uno dei comuni interessati, è stata emessa un'ordinanza sindacale che vieta l'uso dell'acqua per scopi umani. La rete idrica cittadina, servita da diverse fonti di approvvigionamento, vede alcune zone interamente dipendenti dall'acqua fornita da Siciliacque. La situazione richiede un monitoraggio costante e interventi tempestivi per garantire la sicurezza della popolazione e la qualità dell'acqua distribuita.




