Roma, ora il Lione diventa un supermarket: Mikautadze torna nel mirino
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Redazione Sport
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La retrocessione amministrativa del Lione in Ligue 2, decretata dalla DNCG per l’incapacità di sanare un debito che sfiorava i 500 milioni, non ha soltanto privato il calcio francese di uno dei suoi club più iconici, ma ha trasformato la squadra in un bacino di approvvigionamento per il mercato estivo. Tra i nomi che potrebbero cambiare maglia c’è quello di Georges Mikautadze, attaccante georgiano già nel radar della Roma un anno fa e oggi nuovamente disponibile. Con 17 gol e 11 assist tra campionato e coppe nella passata stagione, il ventitreenne rappresenta un’opzione allettante per una Roma che cerca rinforzi offensivi senza dover affrontare una competizione europea.
La situazione finanziaria del Lione, che pure aveva cercato di arginare l’emorragia con la vendita di asset e la ristrutturazione del debito, è precipitata al punto da costringere la Direction Nationale du Contrôle de Gestion a intervenire con una decisione senza appello. John Textor, proprietario americano del club, e il direttore Michael Gerlinger non sono riusciti a dimostrare la sostenibilità del bilancio durante l’udienza di martedì, confermando così il verdetto emesso lo scorso novembre. Una caduta che ricorda, per gravità, quella del Bordeaux nel 2022, anche se le radici del collasso lionese affondano in scelte infrastrutturali ambiziose ma onerose.
L’inaugurazione del Parc OL nel 2016, poi ribattezzato Groupama Stadium, avrebbe dovuto segnare la rinascita di un club che negli anni 2000 dominava in patria e sfidava l’Europa. Invece, i costi di costruzione e gestione dell’impianto da 59.000 posti hanno progressivamente strozzato le casse, costringendo l’allora presidente Jean-Michel Aulas a ridurre gli investimenti in squadra. Un circolo vizioso che, nonostante l’arrivo di Textor nel 2022, ha portato al default.




