L’allarme del Codacons e la nuova frontiera del raggiro: dalle telefonate mute al “Ghost Pairing” su WhatsApp

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’è un silenzio, dall’altro capo del telefono, che non è affatto vuoto. Quando lo smartphone squilla e, nonostante la risposta, nessuno parla, l’istinto di molti è quello di archiviare la faccenda come un errore tecnico, un disguido di un call center mal configurato o una linea che cade. Eppure, secondo quanto segnalato dal Codacons e riportato dal segretario nazionale Francesco Tanasi, quel silenzio potrebbe essere il preludio di un’attività criminale ben più strutturata. Non si tratta di un malfunzionamento, ma di una vera e propria fase di ricognizione. Queste chiamate mute, spesso generate da sistemi automatizzati, hanno l’obiettivo di tastare il terreno: verificano se l’utenza è attiva, in quali fasce orarie si risponde con maggiore prontezza e, cosa ancor più rilevante, profilano la potenziale vittima in base alla sua reazione. Anche un semplice "pronto" può rivelare informazioni preziose come il genere o una stima dell’età, dettagli che, incrociati con dati reperiti online o sui social network — magari con l’ausilio di algoritmi di intelligenza artificiale — rendono successivamente i truffatori molto più persuasivi.

Il primo contatto, dalla ricognizione sonora all’attacco informatico

Superata la fase di selezione, il meccanismo fraudolento può innestarsi su un piano diverso, che nulla ha a che fare con una semplice conversazione estorsiva. In questo avvio di marzo 2026, le forze dell’ordine, in particolare i carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, stanno monitorando con attenzione un fenomeno in netta ascesa: il cosiddetto "Ghost Pairing". L’attacco non mira a carpire la password con l’inganno, ma sfrutta una funzione legittima di WhatsApp, quella dei "dispositivi collegati", per impadronirsi dell’intero profilo di messaggistica della vittima. Il raggiro, in questo caso, inizia spesso con un messaggio apparentemente innocuo — una richiesta di voto per una nipote in un concorso di danza, ad esempio — che arriva direttamente dalla rubrica di un contatto fidato, il quale, a sua insaputa, è già stato compromesso.

L’abuso della fiducia e il meccanismo del dispositivo fantasma

Cliccando sul link contenuto in quel messaggio, si viene reindirizzati verso una pagina graficamente curata e dall’aspetto istituzionale, che richiede un’autenticazione tramite WhatsApp per convalidare il voto. È in quel passaggio, nell’inserire il codice di verifica ricevuto o visualizzato a schermo, che si consuma l’inganno: la vittima, credendo di partecipare a un'iniziativa legittima, sta in realtà autorizzando l’accesso al proprio account da parte di un dispositivo esterno controllato dai criminali informatici. Una volta stabilito questo "abbinamento fantasma", i malintenzionati possono leggere tutte le conversazioni private, ascoltare le note vocali, visualizzare foto e, cosa più grave, impersonare il titolare dell’account per chiedere denaro ai suoi contatti o propagare ulteriormente il messaggio-trappola, innescando una catena di compromissioni che sfrutta la rete di relazioni autentiche della persona colpita.

Le contromesse tecniche e i consigli degli inquirenti per la sicurezza

Davanti a questa evoluzione delle truffe, che dalla telefonata muta arrivano fino all’acquisizione totale dell’identità digitale, gli investigatori raccomandano una serie di accorgimenti precisi e alla portata di tutti. In primo luogo, suggeriscono di non sottovalutare le chiamate silenziose ma, al contrario, di interpretarle come un segnale d’allarme, evitando di fornire informazioni personali in successive comunicazioni sospette. Per quanto riguarda la messaggistica, il consiglio principale che emerge dalle analisi dei carabinieri è quello di non cliccare mai su link ricevuti tramite messaggi, anche se provenienti da conoscenti, e di non inserire mai codici di verifica al di fuori dell’applicazione ufficiale di WhatsApp. È altresì fondamentale controllare periodicamente, nelle impostazioni dell’app, la sezione "Dispositivi collegati" per verificare che non ci siano sessioni attive sconosciute, provvedendo immediatamente a disconnetterle qualora se ne trovassero. L’attivazione della verifica in due passaggi, infine, costituisce una barriera aggiuntiva che può limitare i danni anche in caso di accesso non autorizzato.

Description: L’allarme del Codacons sulle chiamate mute e la diffusione della truffa Ghost Pairing su WhatsApp. Come funzionano i nuovi raggiri e i consigli per difendersi.

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