Ferrari a Spa, Vasseur e il rebus energia: "Sfida complessa, ma il venerdì non è veritiero"
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Redazione Sport
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Il venerdì di Spa-Francorchamps si è chiuso con un quadro contrastante per la Scuderia Ferrari. Se la prima sessione di prove libere aveva acceso un barlume di ottimismo, grazie al secondo e terzo tempo di Lewis Hamilton e Charles Leclerc, il pomeriggio ha ridimensionato le ambizioni della Rossa sul tracciato delle Ardenne. Il decimo appuntamento del Mondiale 2026 di Formula Uno si preannuncia come un esame tecnico di quelli veri, forse il più insidioso della stagione, e il Team Principal Frederic Vasseur ha tracciato un bilancio lucido e senza sconti al termine delle FP2.
L'altalena delle prestazioni e il nodo della gestione energetica
La situazione in casa Ferrari è sintetizzata dalle parole dello stesso Vasseur, che ha subito messo le mani avanti riguardo alla rappresentatività dei tempi del venerdì. Se nelle prime libere la vettura aveva girato con costanza, nel secondo turno le distanze si sono dilatate: Hamilton ha chiuso quarto, mentre Leclerc, fresco vincitore del GP di Gran Bretagna, è scivolato in undicesima posizione.
La ragione di questa altalena va ricercata nella gestione della power unit, un vero rompicapo su una pista lunga 7,004 chilometri dove i lunghi rettilinei si alternano a settori guidati di alta velocità.
Il problema, come evidenziato dall'analisi tecnica, risiede nel cosiddetto "super clipping", il crollo verticale dei giri motore dovuto a una carenza di energia elettrica in fase di allungo. Una difficoltà che su un tracciato come Spa diventa un deficit strutturale difficilmente occultabile. "Oggi in modalità gara abbiamo visto un delta di velocità enorme tra le vetture da un rettilineo all'altro", ha spiegato Vasseur. "A volte ti trovi a essere 20 km/h più lento in un rettilineo e 10-15 più veloce in un altro. senza svelare segreti, se guardi la simulazione gara, eravamo 20 km/h più lenti di alcuni concorrenti prima di Les Combes, ma 20 km/h più veloci nell'ultimo rettilineo. È un compromesso, e se devi pensare alla gara, devi gestirlo nel modo corretto per capire come attacchi e come difendi".
Visioni divergenti: Hamilton e Vasseur sul problema da risolvere
Un aspetto interessante emerso al termine delle prove è la leggera divergenza di opinioni tra il pilota e il team principal riguardo alla natura del ritardo accusato dalla SF-26. Lewis Hamilton, al termine delle FP2, ha individuato il tallone d'Achille della Rossa nel secondo settore, quello più tortuoso e ricco di curve veloci come l'Eau Rouge e il Raidillon. "In generale la macchina si sente bene, ma stiamo perdendo qualcosa nel settore centrale per qualche ragione, e stiamo cercando di capire il perché. credo che sia più un problema legato al carico aerodinamico che al bilanciamento", ha dichiarato il sette volte campione del mondo.
Un'analisi, quella di Hamilton, che sembra spostare il baricentro del problema sulla downforce, sulla necessità di trovare il giusto compromesso tra carico aerodinamico e velocità di punta per non soffrire nelle curve senza però essere troppo vulnerabili sui rettilinei. Vasseur, invece, ha ribadito con decisione la centralità della questione energetica. "Abbiamo un enorme delta di velocità. Se guardi la nostra prestazione sul passo gara, siamo lenti prima di Les Combes e veloci nell'ultimo rettilineo", ha ribattuto il manager francese, quasi a voler correggere il tiro.
"Dobbiamo pensare alla gara, all'attacco e alla difesa. L'energia che impieghiamo è la stessa, e su questo fronte dobbiamo lavorare molto".
Blindatura psicologica e sfide tecniche: il lavoro da fare
Al di là delle performance altalenanti, Vasseur ha voluto proteggere il suo pilota Charles Leclerc dalle pressioni di un weekend che si preannuncia complicato, soprattutto dopo il trionfo di Silverstone. Il francese ha invitato alla calma, ricordando come il monegasco fosse già stato in prima fila in Austria e avesse lottato per la pole in Spagna, prima di incontrare qualche problema di setup. "Se domani non dovesse fare una buona prestazione, direte l'opposto. Bisogna mantenere la calma", ha tagliato corto Vasseur.
"Sono felicissimo per Charles e di riaverlo sul gradino più alto del podio, ma ero il primo a dirvi che non era sparito nel nulla prima".
Il lavoro da fare in vista delle qualifiche è immenso. La Ferrari dovrà affinare la mappatura del motore, cercando il miglior bilanciamento possibile per l'energia ibrida, e trovare il setup giusto per non soffrire eccessivamente nel secondo settore senza compromettere la velocità di punta. La Red Bull, nel frattempo, ha avuto problemi con il suo nuovo sistema di ala posteriore, ma Vasseur ha escluso qualsiasi paragone con il concetto Ferrari, definendoli "completamente diversi" e assicurando che la SF-26 ha già percorso 10.000 km senza problematiche.
Come sottolineato da Vasseur, tuttavia, i venerdì di Formula Uno spesso non raccontano tutta la verità, e il verdetto dei cronometri è rimandato a domani.




