Benzina e diesel, ecco le regioni in cui il pieno costa meno e il motivo del ribaltamento dei prezzi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’andamento dei prezzi dei carburanti, in questo primo scorcio del 2026, continua a offrire spunti di riflessione agli automobilisti italiani, i quali si trovano a dover fare i conti con una dinamica di mercato che ha sostanzialmente ribaltato le gerarchie tradizionali tra la benzina e il diesel. Se infatti per decenni il gasolio era considerato il carburante del risparmio, soprattutto per chi percorreva molti chilometri, oggi la situazione è radicalmente mutata, complice l’intervento deciso dal legislatore sulla componente fiscale. La fotografia scattata dagli esperti di Staffetta Quotidiana, che hanno monitorato circa ventimila impianti sul territorio nazionale, restituisce un quadro in cui la benzina in modalità self service si attesta su una media di 1,650 euro al litro, mentre il diesel self service la supera, toccando quota 1,696 euro al litro -6.

Questa inversione di tendenza, che non si verificava da alcuni anni, trova la sua principale ragion d’essere nella norma inserita nella legge di bilancio, la quale ha di fatto riallineato le accise dei due prodotti. Dal primo gennaio, l’accisa sulla benzina è stata ridotta di 4,05 centesimi di euro per litro, mentre quella sul gasolio è aumentata della medesima cifra, un’operazione che, sommata all’effetto dell’Iva, porta a un risparmio per chi utilizza la verde e a un rincaro per chi invece fa rifornimento con il diesel -2. Il risultato, come confermano i dati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy, è che il prezzo della benzina è sceso ai livelli più bassi dal 2021, scendendo sotto quello del gasolio e smentendo, almeno per il momento, chi prevedeva distorsioni speculative sui listini -9.

Il Lazio e le Marche in testa per la benzina, la Campania per il diesel

Ma al di là delle medie nazionali, è consultando nel dettaglio la classifica delle regioni italiana, aggiornata quotidianamente sul sito del Mimit, che si può realmente comprendere dove convenga fermarsi a fare rifornimento. Le differenze, talvolta anche sensibili, sono il frutto di una combinazione di elementi che vanno dalla densità della rete distributiva alla logistica, fino alla presenza di marchi indipendenti che spesso riescono a spuntare condizioni più vantaggiose. Stando all’ultima rilevazione disponibile, a febbraio 2026 è il Lazio a conquistare la maglia rosa per la benzina self service, con un prezzo medio che si aggira intorno a 1,631 euro al litro, seguito a stretto giro dalle Marche, ferme a 1,632 euro al litro -5-6.

Per quanto riguarda il gasolio, invece, la situazione è leggermente diversa e vede la Campania posizionarsi come la regione più economica per il diesel servito, con un prezzo di 1,678 euro al litro, un dato che balza all’occhio considerando che proprio in Campania, nelle prime settimane dopo la riforma, la benzina faceva registrare ancora un differenziale di prezzo a proprio sfavore rispetto al gasolio -6-9. Le regioni del Nord, come Lombardia, Piemonte e Veneto, si collocano in una posizione intermedia, con valori molto vicini alla media nazionale, a testimonianza di un mercato comunque competitivo ma che non raggiunge i piccoli risparmi garantiti da altre aree geografiche -5.

La forchetta dei prezzi e il peso dei fattori locali

All’estremità opposta della classifica, a scontare i costi più elevati per un pieno di benzina sono tradizionalmente le zone montane e insulari, dove le difficoltà di approvvigionamento e una minore concorrenza fanno lievitare i listini. La maglia nera spetta alla provincia autonoma di Bolzano, dove il prezzo della benzina self service sfiora quota 1,699 euro al litro, un valore che rende bene l’idea di come la morfologia del territorio incida sulle tasche dei conducenti -5. Seguono a ruota la Valle d’Aosta e la Basilicata, entrambe attestate intorno a 1,689 euro al litro per la verde, mentre per il diesel è sempre Bolzano a guidare la graduatoria dei prezzi più alti, con un costo che arriva a 1,766 euro al litro, un dato che include anche la vicina provincia di Trento e la Liguria -5-6.

Queste oscillazioni di prezzo, che possono superare i quindici centesimi al litro tra una regione e l’altra, si traducono in un risparmio potenziale di diverse decine di euro all’anno per chi ha la possibilità di scegliere dove e quando rifornirsi. È bene ricordare, inoltre, che il costo finale alla pompa non è determinato soltanto dalle accise, sebbene queste giochino un ruolo fondamentale, ma anche dall’andamento delle quotazioni internazionali del petrolio e dal costo di miscelazione dei biocarburanti, la cui quota obbligatoria è aumentata proprio da quest’anno, introducendo un ulteriore fattore di complessità in un mercato già di per sé mutevole -9. Chi guida un’auto a gasolio, inoltre, deve fare i conti con un aggravio di spesa annuo che, secondo alcune stime, può superare il centinaio di euro, un elemento che potrebbe influenzare le future scelte di acquisto nel settore automobilistico -2.

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