Meteo: perturbazioni e freddo invernale tornano a colpire l'Italia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Italia si appresta a chiudere una settimana segnata da estremi climatici, con piogge intense al Centro-Nord e temperature insolitamente elevate al Sud, dove si sono toccati picchi di 30 °C in Sicilia e Calabria. Tuttavia, il quadro meteorologico sta per cambiare nuovamente, con l’arrivo di due nuove perturbazioni che manterranno un clima instabile fino alle prime ore di martedì 18 marzo. Questi fenomeni, sebbene meno intensi rispetto a quelli dei giorni scorsi, porteranno ancora una volta precipitazioni diffuse, soprattutto nelle regioni centrali e settentrionali, dove si sono già verificate situazioni di criticità, come in Emilia e Toscana.

A partire da lunedì 17 marzo, l’Italia sarà investita da correnti fredde provenienti dai Balcani, che segneranno un brusco calo delle temperature e favoriranno nevicate a quote insolitamente basse. Nelle Marche, in Abruzzo e nel Molise, la neve potrebbe cadere già dai 700 metri di altitudine, mentre nel Piemonte occidentale si scenderà fino a 500 metri. Questo repentino cambiamento climatico, che segue un periodo di caldo anomalo, rappresenta una delle caratteristiche più evidenti di una stagione invernale che non sembra voler cedere il passo alla primavera.

Dopo le nevicate, le correnti atlantiche riporteranno temperature più miti, limitando le precipitazioni nevose alle sole zone di alta montagna. Tuttavia, la tregua sarà di breve durata. Già da venerdì 21 marzo, infatti, sono attesi nuovi nubifragi, che potrebbero riportare condizioni di maltempo in diverse regioni. Nel frattempo, l’aumento della pressione sull’area del Mediterraneo garantirà una fase di relativa stabilità, sebbene il freddo rimarrà un elemento dominante, complici le masse d’aria gelida provenienti dall’Europa centrale e settentrionale.

Un altro aspetto da non sottovalutare è l’arrivo di venti forti, che caratterizzeranno i prossimi giorni. Dalla sera di lunedì 17 marzo, freddi venti di Bora spingeranno dai Balcani verso le coste adriatiche, con raffiche che potrebbero raggiungere intensità di burrasca. Questo fenomeno, tipico delle aree orientali, contribuirà a rendere ancora più pungente il clima, soprattutto nelle regioni del Nord-Est.

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