Donna accoltellata a Milano, l'ex marito è latitante

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una donna di 62 anni è stata aggredita con arma da taglio questa mattina a Bruzzano, nella periferia nord di Milano, restando in condizioni gravissime dopo essere stata colpita più volte, in particolare al volto, al collo e al torace. L'aggressione, che si è consumata in via Giuseppina Grassini, davanti all'ingresso della sua abitazione, ha dell'efferato, e le dinamiche, ancora oggetto di accertamento da parte degli investigatori, sembrerebbero ricondurre a un clima di premeditazione. L'autore materiale del ferimento, stando a quanto ricostruito dalle forze dell'ordine, sarebbe l'ex marito della vittima, il quale, dopo aver portato a termine il suo folle gesto, si è dato alla fuga, dando il via a una caccia all'uomo che al momento non ha ancora condotto alla sua cattura.

La testimonianza di una vicina

Antonietta, una vicina di casa della donna, ha fornito ai cronisti giunti sul posto un racconto che getta una luce sinistra sui momenti precedenti l'aggressione. “L’ex marito si vedeva che non era normale”, ha dichiarato, aggiungendo un particolare che fa pensare a un assillo protrattosi nel tempo: “Poi è da un mese che praticamente io lo vedevo sempre lì appostato, che guardava di qua. E mi sono chiesta, ma la sta stalkerizzando? Era da un mese che lo vedevo che la controllava”. Queste parole, che riecheggiano la preoccupazione di chi ha osservato impotente una situazione di potenziale pericolo, dipingono un quadro di tensione crescente, culminato poi nella tragedia di oggi.

L'urlo e la scoperta dell'aggressione

Il momento dell'aggressione è stato segnalato da un urlo lancinante, che ha attirato l'attenzione di alcuni residenti. “Io ho sentito un urlo, mi sono affacciata e c'era una ragazza qui che mi ha detto 'quanto l'hanno picchiata! C'è tanto sangue, le hanno fatto male'”, ha raccontato la stessa Antonietta, descrivendo la scena di smarrimento e orrore che si è presentata ai suoi occhi. La testimone, visibilmente scossa, ha poi precisato che la ragazza che l'aveva avvertita, pur parlando di una persona “massacrata di botte”, non aveva inizialmente percepito la presenza del coltello, un particolare che sottolinea la rapidità e la violenza dell'assalto.

Le indagini in corso

Sul caso, che ha sconvolto il quartiere, indaga la polizia, la quale sta ora cercando di ricostruire ogni dettaglio per dare un volto e un movibile compiuto a un gesto così brutale. Gli investigatori, mentre setacciano la zona e analizzano le registrazioni delle telecamere di sorveglianza, devono fare i conti con la fuga del presunto aggressore, la cui latitanza rappresenta l'elemento più urgente da risolvere. L'obiettivo principale, oltre a quello di assicurare alla vittima le cure più adeguate, rimane quindi quello di rintracciare l'uomo e condurlo in carcere, facendo piena luce su una vicenda che ha tutte le caratteristiche di un femminicidio mancato per un soffio.

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