Borsa, Milano avvia la seduta in frazionale rialzo tra acquisti su Prysmian e la frenata di Saipem

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La campanella di Piazza Affari ha segnato un avvio timidamente positivo per la sessione odierna, con l’indice Ftse Mib che ha guadagnato lo 0,25% portandosi a 48.022 punti, un movimento che, sebbene contenuto, ha subito proiettato i listini milanesi in territorio costruttivo. Questo primo slancio, alimentato da operazioni selettive su alcuni big del paniere, si è però rivelato meno solido di quanto potesse suggerire il dato iniziale, visto che nelle ore successive – complice una certa cautela diffusa tra gli operatori – l’indice ha subito una leggera flessione. Alle 10.22, infatti, il Ftse Mib cedeva lo 0,16% attestandosi a 47.829 punti, dopo aver oscillato tra un minimo pari a quella stessa quota e un massimo toccato in precedenza di 48.099 punti, a testimonianza di una volatilità che non ha comunque scalfito il sentiment generale europeo.

Prysmian e Saipem in luce, poi l’inversione di marcia

Tra i protagonisti della prima ora spiccavano in particolare Prysmian, con un +2,2%, e Saipem, balzata dell’1,9% sulla scia dei conti del primo trimestre, i quali – va detto – hanno fornito agli investitori argomenti per un iniziale ottimismo sul gruppo dell’ingegneria. Tuttavia, e qui sta la sottile contraddizione della mattinata, lo stesso Saipem ha poi virato bruscamente al ribasso (-1,05%) nella fascia successiva delle contrattazioni, un’inversione che ha coinvolto anche altri titoli del comparto utilities. Parallelamente, la tenuta di Piazza Affari è risultata in perfetta sintonia con gli altri listini del Vecchio Continente, i quali mostravano variazioni frazionali prive di una direzione univoca: segno meno, per esempio, per il Ftse Italia Mid Cap (-0,06%) e per il Ftse Italia Star (-0,17%), mentre l’All Share cedeva lo 0,15%.

Il ruolo degli analisti su Stm e lo spread stabile

Un impulso non trascurabile è arrivato da Stm, promossa ad “outperform” dagli analisti di Mizuho nella vigilia, tanto che il titolo ha toccato un +1,55% per poi assestarsi su un +1,3%, dimostrando come il giudizio delle case d’analisi possa ancora orientare le scelte di breve periodo. In questo contesto, anche Stellantis ha registrato un progresso dell’1,05%, mentre Fineco (+1,45%), Mediobanca (+1,22%) e Nexi (+1,25%) hanno beneficiato di flussi acquisti privi di particolari volumi. Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund è rimasto saldamente ancorato a 75 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,74%, un dato che non ha generato particolari tensioni nonostante il calo del prezzo del greggio, il quale ha invece favorito acquisti per Eni (+1,5%) e Tenaris (+1,1%).

Le inversioni di Terna e le utilities in rosso

A contrastare il rialzo generale hanno pensato soprattutto i titoli delle utility e alcuni nomi della difesa: Terna ha ceduto l’1,05% – una flessione gemella a quella di Saipem nella seconda parte della seduta – mentre A2a ha perso lo 0,79%, Hera lo 0,54%, Snam lo 0,45% e Leonardo lo 0,4%. Un movimento, quest’ultimo, che suggerisce una rotazione settoriale piuttosto che una fuga generalizzata dal rischio, tanto più che il Ftse Mib ha comunque confermato un rialzo complessivo dello 0,2% nei minuti successivi alla prima mezz’ora, toccando quota 48.138 punti. Così, tra promozioni degli analisti e realizzi su chi aveva corso troppo in avvio, la Borsa di Milano ha offerto il ritratto di una giornata equilibrata, priva di scossoni ma non per questo priva di spunti operativi.

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