Il Falcon 9 si schianta sulla Luna: le prime immagini del cratere artificiale
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Redazione Scienza e Tecnologia
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A distanza di quasi un anno e mezzo dalla sua partenza, il secondo stadio del razzo Falcon 9 di SpaceX ha concluso la sua corsa vagabonda nello spazio con un impatto violento e definitivo contro la superficie lunare. L'evento, ampiamente annunciato e atteso dagli addetti ai lavori, si è verificato nella mattinata del 5 agosto 2026, esattamente alle 8:35 ora italiana, nei pressi del cratere Einstein, una formazione geologica situata sul bordo occidentale del disco lunare, quella che comunemente chiamiamo faccia visibile della Luna.
Contro ogni previsione che ipotizzava un lampo luminoso visibile anche dalla Terra, seguito da un imponente pennacchio di detriti, l'impatto non ha prodotto alcun bagliore osservabile a occhio nudo o con strumentazione amatoriale, lasciando per alcuni minuti gli astronomi in un'impasse carica di aspettative.
La dinamica dell'impatto e l'assenza di bagliori
Il secondo stadio del Falcon 9, un elemento dalle dimensioni paragonabili a quelle di un autobus, viaggiava a una velocità di circa 9.000 chilometri orari quando si è infranto contro la regolite lunare. L'assenza del lampo brillante che molti si attendevano non deve trarre in inganno: la spiegazione tecnica risiede probabilmente nella conformazione del terreno e nell'angolo di incidenza della traiettoria, fattori che potrebbero aver disperso l'energia cinetica senza innescare quel fenomeno di incandescenza che solitamente caratterizza gli impatti ad alta velocità.
L'evento, sebbene non pianificato, rappresenta un'occasione unica per gli studiosi della geologia extraterrestre, i quali potranno analizzare le immagini del nuovo cratere artificiale per comprendere meglio la composizione del sottosuolo lunare e la dinamica delle collisioni in un ambiente privo di atmosfera.
Le riprese amatoriali e professionali dell'evento
Nonostante la mancata visibilità del bagliore, l'impatto è stato comunque documentato grazie alla prontezza di alcuni osservatori privilegiati. Francesco Cotroneo, un astrofilo di Merate, è riuscito a immortalare l'istante esatto dello schianto con un video che ha prontamente inviato alla redazione, dimostrando come la collaborazione tra astronomi amatoriali e professionisti possa talvolta sopperire alle limitazioni tecnologiche degli osservatori istituzionali.
Le immagini, seppur non mostrino un'esplosione visibile a occhio nudo, hanno permesso di individuare con precisione il punto d'impatto, confermando le coordinate previste dagli astronomi che avevano calcolato la traiettoria del relitto spaziale. La ripresa, effettuata da un punto di osservazione privilegiato come quello di Merate, si aggiunge ad altre documentazioni raccolte da diversi osservatori sparsi per il mondo, fornendo un quadro completo di quella che è stata definita una "collisione controllata" della quale si conoscevano i tempi ma non esattamente gli effetti visivi.
Le implicazioni per le future missioni lunari
L'impatto del Falcon 9 solleva questioni di non poco conto per l'agenzia spaziale americana e per SpaceX, in particolare riguardo alla gestione dei detriti spaziali e alla protezione dell'ambiente lunare. Sebbene l'evento non fosse stato programmato, gli esperti sottolineano che episodi di questo tipo potrebbero diventare più frequenti con l'aumento del traffico spaziale e dei lanci commerciali, motivo per il quale la NASA e le altre agenzie internazionali stanno già lavorando a protocolli più stringenti per il disimpegno dei razzi esausti.
La modifica artificiale della geologia lunare, che si manifesta con la creazione di un nuovo cratere del diametro di alcuni metri, rappresenta un'interferenza non trascurabile in un'ottica di futura colonizzazione e costruzione di basi permanenti sulla superficie del nostro satellite. L'analisi dei detriti sollevati e della morfologia del terreno circostante, che richiederà settimane di studio approfondito, fornirà dati preziosi per valutare l'impatto di queste cadute incontrollate sul fragile equilibrio dell'ambiente selenitico.
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