Il derby d'Italia regala emozioni e polemiche: l'Inter vince 3-2 sulla Juve e allunga in vetta
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Redazione Sport
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Cinque reti, intensità e un finale da cardiopalma, ma anche tante ombre arbitrali destinate a far discutere. A San Siro il derby d'Italia tra Inter e Juventus ha partorito un 3-2 che proietta i nerazzurri sempre più saldamente in vetta alla classifica di Serie A, approfittando anche della marcia dei diretti inseguitori. La sfida, la numero 25 del campionato, si è decisa al novantesimo con una conclusione di Piotr Zielinski, ma il tabellino, già ricco di emozioni, racconta solo una parte della verità di una serata tesa e spettacolare -1-4.
Il match, arbitrato dal signor La Penna, era iniziato con un ritmo altissimo e l'Inter l'aveva sbloccata al diciottesimo: sugli sviluppi di un cross di Luis Henrique, Andrea Cambiaso aveva deviato nella propria porta, complice forse una papera di un Di Gregorio non perfetto nell'occasione. La reazione della Juventus, però, non si era fatta attendere e al ventiseiesimo arrivò il pari, ancora con Cambiaso: il terzino, anticipando lo stesso Luis Henrique sul secondo palo, aveva trasformato un cross di McKennie nell'1-1, diventando così il primo giocatore nella storia della sfida a segnare gol e autogol nello stesso incontro -10.
La partita, però, è destinata a essere ricordata soprattutto per l'episodio che al quarantaduesimo ha cambiato l'inerzia del confronto. In un ribaltamento di fronte, Pierre Kalulu è incorso in un secondo giallo per un contatto con Bastoni, apparsa a molti, inclusi gli opinionisti presenti negli studi televisivi, una decisione eccessivamente severa se non addirittura errata, con il difensore bianconero che sembrava aver sfiorato appena l'avversario -10. Trattandosi di una doppia ammonizione, il Var non ha potuto correggere la decisione del direttore di gara, lasciando la Juventus in dieci uomini per tutto il secondo tempo, nonostante la prestazione degli ospiti, va detto, sia rimasta di alto livello anche in inferiorità numerica -1-10.
La ripresa tra colpi di scena e la firma del neo entrato
Nella seconda frazione, l'Inter ha provato a far valere la superiorità numerica, ma la Juventus ha retto bene l'urto, rendendosi pericolosa in ripartenza con Sommer chiamato a un paio di interventi decisivi. Al settantaseiesimo, i nerazzurri sono passati con Francesco Pio Esposito, appena entrato, che di testa ha trasformato un assist di Dimarco nel momentaneo 2-1, diventando il secondo interista più giovane a segnare in un derby d'Italia. La reazione della squadra di mister Spalletti, però, non si è spenta e all'ottantaquattresimo Manuel Locatelli, con un tiro di prima intenzione, ha trovato il pareggio su assist di McKennie, gelando il pubblico di casa.
Quando il pari sembrava ormai scritto, al novantesimo Piotr Zielinski ha raccolto un pallone al limite e con un mancino a giro l'ha piazzato all'angolino, regalando all'Inter tre punti pesantissimi e a mister Chivu la prima gioia in uno scontro diretto dalla sua nuova panchina -1. Un successo che porta la firma di un giocatore subentrato e che consolida il primato in classifica dei nerazzurri, ora a 61 punti, mentre la Juventus resta ferma a 46 in quarta posizione -1.
Nel pre-partita, il clima era stato rovente anche fuori dal campo. Il presidente dell'Inter, Giuseppe Marotta, intervenuto ai microfoni di DAZN, aveva parlato di consapevolezza e di un campionato ancora lungo, liquidando le sconfitte passate negli scontri diretti come "frutto di casualità" e sottolineando come la sua squadra non fosse mai stata messa sotto da nessuno -3-6. Parole distensive, quelle di Marotta, che aveva poi speso parole di stima per le sue ex squadre e per Spalletti -9.
Le parole di Chiellini e Del Piero prima della battaglia
Sull'altro fronte, Giorgio Chiellini, Director of Football Strategy della Juventus, aveva invece analizzato la partita ai microfoni di Sky Sport, riconoscendo la forza dell'Inter, definita "la squadra più forte del campionato da anni", ma ribadendo la necessità di puntare sul gioco e sul possesso palla per sopperire alla differenza di fisicità con i difensori nerazzurri. Una consapevolezza, quella dell'ex capitano, che lasciava intendere come per i bianconeri l'approccio tattico dovesse essere perfetto per sperare di portare a casa un risultato positivo.
Nel pre-partita, c'era stato spazio anche per un simpatico battibecco tra Chiellini e un'altra bandiera bianconera, Alex Del Piero. L'ex numero 10, infatti, analizzando l'incontro, aveva scherzosamente minacciato il dirigente: "Vediamo se Giorgio sarà d'accordo con me, altrimenti dovrò telefonargli e tirargli le orecchie" -8. Un siparietto che testimonia la tensione e la passione che circondano una sfida mai come questa sentita da entrambe le tifoserie. Dello stesso tenore le parole di Paolo Condò sul Corriere della Sera, che, commentando la vittoria di misura del Milan contro il Pisa, aveva parlato di "spocchiosa pretesa di non fare fatica" da parte dei rossoneri, un atteggiamento che rendeva ancora più significativo il successo dell'Inter nello scontro diretto serale.




