Cisl, il congresso del "Patto per la responsabilità" tra applausi e tensioni con Cgil

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Redazione Interno Redazione Interno   -   ROMA – Un confronto "franco", come lo ha definito più volte Maurizio Landini, ha caratterizzato l’apertura del XX Congresso della Cisl, che ha ospitato sul palco i leader delle tre grandi confederazioni sindacali. Gli applausi non sono mancati, anche se non sempre convinti, e in qualche caso intervallati da fischi contenuti, segno di un dialogo ancora segnato da diffidenze reciproche.

La presenza di quattro ministri – Adolfo Urso, Tommaso Foti, Antonio Tajani e Marina Calderone – oltre a quella del meloniano Raffaele Fitto, commissario europeo, ha conferito all’evento i toni di una kermesse politica più che sindacale. Un allineamento, quello della Cisl con l’esecutivo, che non sembra sollevare critiche interne, tanto che lo stesso segretario Luigi Sbarra, ora sottosegretario del governo, non ha avanzato riserve sulle politiche del governo Meloni. Anzi, è stato lo stesso sindacato a chiedere un "Patto per la responsabilità", senza però nascondere le aspirazioni a una maggiore rappresentanza nelle partecipate statali.

Tra gli interventi più significativi, quello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel suo messaggio al congresso ha sottolineato come le turbolenze economiche globali non siano frutto del caso. «Shock talvolta indotti», ha precisato, in un chiaro riferimento alle tensioni commerciali internazionali, senza però entrare nel merito delle responsabilità. Un monito che arriva in un momento delicato, con l’amministrazione Trump – tornata alla guida degli Stati Uniti – pronta a rilanciare la politica dei dazi.

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