Vaccinazioni antinfluenzali, al via il calendario in tutta Italia
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Redazione Salute
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Ottobre segna, come da tradizione, l’avvio delle campagne per la vaccinazione antinfluenzale, una misura di prevenzione che, proteggendo dalle complicanze più severe, riduce in modo significativo il ricorso ai ricoveri ospedalieri. Diversi territori, dal Nord al Sud della penisola, hanno già dato il via alle somministrazioni a partire dal primo del mese, coinvolgendo in questa prima fase quelle fasce della popolazione considerate più vulnerabili. Tra di esse, rientrano i bambini e i ragazzi dai sei mesi ai diciassette anni, gli over 60, le donne in stato di gravidanza e tutti i lavoratori per i quali la vaccinazione è espressamente raccomandata dalle autorità sanitarie.
Le regioni in prima linea
Sono sei, in particolare, le regioni che hanno iniziato per prime questa operazione di sanità pubblica, un mosaico che comprende realtà del Nord come la Lombardia, il Veneto e la Toscana, e del Centro-Sud come il Lazio, la Campania e la Sicilia. Questa distribuzione geografica evidenzia come la strategia vaccinale, pur nella autonomia decisionale delle singole amministrazioni, segua un coordinamento nazionale volto a garantire una protezione omogenea. La scelta di immunizzare per primi i soggetti fragili, del resto, risponde a una logica di protezione collettiva, poiché è proprio in questi gruppi che l’influenza stagionale può determinare le conseguenze più serie.
Il caso di Reggio Emilia e la doppia immunizzazione
Un ulteriore passo avanti è previsto da lunedì 13 ottobre nella provincia di Reggio Emilia, dove prenderà il via una campagna combinata che offre simultaneamente il vaccino antinfluenzale e quello anti Covid-19 a tutta la popolazione. Questa doppia offerta, che semplifica l’accesso per i cittadini, sottolinea l’importanza di un’immunizzazione completa contro le principali minacce virali del periodo autunnale e invernale. L’elenco di coloro per i quali la vaccinazione è raccomandata e gratuita è molto ampio e include, oltre alle categorie già menzionate, i donatori di sangue, il personale scolastico, gli addetti ai trasporti pubblici, le forze dell’ordine e tutti i professionisti sanitari, ai quali se ne aggiungono molti altri che svolgono servizi pubblici essenziali.
Il contributo strategico delle farmacie
A supporto di questa imponente macchina organizzativa, un ruolo di primaria importanza è svolto dalle farmacie territoriali, presidi di prossimità capillarmente diffusi sul territorio. La conferma di questo impegno arriva dal numero elevatissimo di farmacisti – ottantamila – che si sono iscritti ai corsi di abilitazione organizzati dall’Istituto Superiore di Sanità, acquisendo così la qualifica per somministrare direttamente il vaccino. Come ha recentemente ribadito il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, questa vasta partecipazione consolida la professione come un anello fondamentale per favorire un’ampia adesione alla campagna, avvicinando il servizio ai cittadini e rendendolo più accessibile.




