Dacia Spring 2026, la city car elettrica cambia tutto: interni e bagagliaio da 337 litri
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La nuova Dacia Spring del 2026 rappresenta una svolta netta rispetto al modello che ha accompagnato il debutto del marchio rumeno nel mondo dell'elettrico accessibile. Della generazione precedente, venduta in oltre 210.000 esemplari dal 2021, resta soltanto il nome, perché la seconda serie cambia piattaforma, proporzioni, abitacolo e persino il luogo di produzione.
La city car 100% elettrica abbandona la base tecnica derivata dalla Kwid per adottare la piattaforma RGEV Small del Gruppo Renault, la stessa architettura che sostiene la Renault Twingo E-Tech, e viene ora assemblata nello stabilimento sloveno di Novo Mesto, lasciandosi alle spalle la produzione cinese.
Dimensioni cresciute e abitacolo più vivibile
Il primo elemento che salta all'occhio osservando la vettura dal vivo è l'aumento delle dimensioni: la lunghezza sale a 3,85 metri, quindici centimetri in più rispetto al passato, mentre la larghezza guadagna ben diciotto centimetri e raggiunge quota 1,74 metri. Questi numeri si traducono in un abitacolo sensibilmente più respiroso, pur restando fedele alla configurazione a quattro posti.
La plancia segue uno sviluppo prevalentemente orizzontale, una scelta stilistica che contribuisce a far percepire l'interno più ampio di quanto non fosse in precedenza, e i materiali rimangono coerenti con la filosofia del marchio: plastiche rigide, tessuti semplici, nessuna concessione a finiture lussuose ma una generale sensazione di ordine e modernità superiore alla media del segmento.
Schermi, supporto smartphone e vani portaoggetti
Davanti al guidatore compare un quadro strumenti digitale da 7 pollici, configurabile e di serie su entrambi gli allestimenti, pensato per restituire le informazioni essenziali sulla guida elettrica senza eccessi grafici. Al centro della plancia, sugli allestimenti più ricchi, trova posto un touchscreen da 10 pollici che integra Apple CarPlay, Android Auto, navigatore e retrocamera.
La versione Expression, quella d'ingresso, rinuncia invece al sistema multimediale centrale e lo sostituisce con un supporto per smartphone, una soluzione che Dacia ha già adottato su altri modelli e che risponde alla logica di non far pagare due volte tecnologia che il cliente possiede già in tasca.
Non mancano i tasti fisici per le funzioni di uso quotidiano, né i vani portaoggetti: nell'abitacolo sono stati ricavati circa venti litri di spazio aggiuntivo, tredici dei quali concentrati nella zona anteriore, ai quali si aggiungono gli accessori agganciabili al sistema di fissaggio brevettato dal marchio.
Bagagliaio da 337 litri e frunk opzionale
Il vero salto di qualità rispetto al passato riguarda però la capacità di carico. Il bagagliaio dichiara 337 litri, un valore che nella categoria delle city car elettriche non ha molti rivali, e sale a 1.283 litri abbattendo la panchetta posteriore frazionata 50/50. Il fondo del vano è composto da due pannelli mobili che permettono di organizzare il carico su due livelli, una soluzione pratica per chi vuole separare la spesa dal trolley o semplicemente tenere in ordine gli oggetti.
Chi desidera ulteriore spazio può ordinare un piccolo frunk anteriore da 18 litri, una vasca posizionata sopra il motore elettrico e pensata principalmente per riporre i cavi di ricarica senza sacrificare capacità nel vano posteriore.
Prezzi e allestimenti: si parte da 17.900 euro
La gamma italiana si articola su due livelli di allestimento, entrambi accomunati dalla stessa motorizzazione da 60 kW (80 CV) e dalla medesima batteria LFP da 27,5 kWh di capacità utile, che garantisce fino a 250 chilometri di autonomia nel ciclo WLTP combinato. L'allestimento Expression parte da 17.900 euro e include cerchi da 15 pollici, climatizzatore manuale, sensori di parcheggio posteriori e il sistema Media Control con supporto per smartphone. Il gradino successivo è rappresentato dalla Journey, proposta a 19.500 euro, che aggiunge cerchi da 16 pollici, accesso senza chiave, telecamera posteriore, sellerie in tessuto e Tep e il sistema Media Nav Live con schermo da 10,1 pollici. La differenza di 1.600 euro tra i due allestimenti non sposta il posizionamento della vettura, che rimane saldamente ancorato sotto la soglia dei 20.000 euro, un confine sempre più raro nel panorama delle auto elettriche nuove.
Ricarica e autonomia nella vita quotidiana
Sul fronte della ricarica, la nuova Spring è equipaggiata di serie con un caricatore AC da 6,6 kW che consente di passare dal 15 all'80% in nove ore utilizzando una presa domestica, oppure in cinque ore e quaranta minuti con una presa industriale. Per chi necessita di tempi più rapidi, il pacchetto opzionale aggiunge un caricatore AC da 11 kW e uno DC da 50 kW, quest'ultimo in grado di recuperare energia dal 15 all'80% in appena 28 minuti presso una colonnina rapida.
La tecnologia Vehicle to Load, inoltre, permette di utilizzare la batteria dell'auto come fonte di alimentazione per dispositivi esterni, dalle biciclette elettriche ai piccoli elettrodomestici portatili, un plus non banale per chi pratica attività all'aperto o semplicemente vuole sfruttare l'energia accumulata durante una sosta.
Il nodo delle infrastrutture in Italia
Guido Tocci, general manager di Dacia Italia, ha affrontato il tema delle barriere che ancora frenano la diffusione delle auto elettriche nel nostro Paese. In occasione della presentazione statica della vettura, Tocci ha spiegato che «la prevalenza di grandi palazzi rispetto alle case indipendenti rende più difficile l'installazione di colonnine» e ha aggiunto che «servirebbe una regolamentazione chiara, snella ed efficace per i condomini».
Il dirigente ha poi toccato il tema dei costi energetici, osservando che «un pieno di corrente in autostrada può costare più di quello fatto con la benzina» e che «le infrastrutture su strada sono spesso occupate abusivamente», un fenomeno che secondo Tocci contribuisce a rendere meno evidente il vantaggio economico dell'elettrico per il cliente finale.
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