Grosso: "Sconfitta che fa male, ma ne faremo tesoro"
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Redazione Sport
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Fabio Grosso, reduce dalla bruciante sconfitta per 3-2 subita dal suo Sassuolo sul campo della Cremonese, non ha cercato alibi. In conferenza stampa, l’allenatore neroverde ha definito la prestazione della sua squadra come macchiata da "errori di superficialità", elementi che, a suo dire, hanno pesantemente condizionato l’esito del match. Pur ammettendo che si tratti di una battuta d’arresto particolarmente dolorosa, ha sottolineato con determinazione la volontà di utilizzare questo episodio negativo come un’esperienza da cui attingere per migliorare. "Ho fiducia nei ragazzi", ha dichiarato, annunciando un imminente lavoro volto a correggere le imperfezioni emerse senza perdere tempo prezioso.
Allo stadio ‘Zini’ di Cremona, i padroni di casa hanno scritto un’altra pagina positiva del loro inizio di campionato. Il match, giocato sul filo delle emozioni, ha visto i grigiorossi andare in vantaggio con una doppietta nel giro di due minuti, siglata da Terracciano al 37’ e Vazquez al 39’. Un vantaggio che, sebbene apparentemente solido, è stato eroso nella ripresa da una vigorosa rimonta del Sassuolo, capace di riportarsi in parità grazie alle reti di Pinamonti al 63’ e a un calcio di rigore trasformato da Berardi al 73’. La partita, tuttavia, ha avuto l’ultima parola proprio sulla massima punizione, concessa ai cremonesi a pochi minuti dalla fine: De Luca, freddo dal dischetto al 93’, ha regalato ai suoi la vittoria, che proietta la squadra di Nicola in vetta alla classifica con un punteggio pieno.
Parallelamente, il Milan ha faticato non poco per mettere in bacheca i suoi primi tre punti stagionali, superando per 2-0 il Lecce in trasferta. L’incontro, caratterizzato da un ritmo non sempre elevato, è stato segnato dagli interventi della tecnologia Var, che ha annullato due reti rossonere: la prima, di Gabbia, per una spinta in area di gioco, e la seconda, di Gimenez, per un fuorigioco millimetrico. La vittoria è infine arrivata con le reti decisive di Pulisic e Okafor, che hanno risolto una partita ostica e dalla traiettoria incerta per larga parte dei novanta minuti.




