Lecce, Corvino delinea il mercato: «Niente rivoluzione, qualche uscita. Tiago Gabriel resta»
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Redazione Sport
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Alla vigilia della trasferta torinese contro la Juventus, una conferenza stampa insolita, quella del Lecce, ha offerto il quadro degli orientamenti societari per il mercato di gennaio. Pantaleo Corvino, responsabile dell’area tecnica, accompagnato dal direttore sportivo Stefano Trinchera, ha delineato con pragmatica chiarezza una strategia che esclude strappi clamorosi, puntando piuttosto su aggiustamenti mirati. «Nel mercato invernale è difficile trovare certezze», ha sottolineato Corvino, «i club che hanno calciatori che stanno facendo bene, non li cedono se non a determinate condizioni». Una premessa realistica, la sua, che definisce i confini di un operato volto alla continuità, lontano da quelle "scommesse" che il dirigente ha esplicitamente dichiarato di non voler compiere per rinforzare il reparto offensivo.
Un modello che punta sulla stabilità
Il modello di gestione del club salentino, che Corvino non esita a definire «differente dagli altri», si fonda su un principio di sviluppo che guarda al medio periodo e che, in questa sessione, si traduce in una sostanziale fiducia nel gruppo attuale. L’obiettivo primario, ossia la permanenza in Serie A, viene descritto dal ds come un traguardo «sempre più complicato» da raggiungere, ma per il quale non si ritengono necessarie sterzate impulsive. Alcuni elementi della rosa, in particolare quelli che hanno finora collezionato minuti di gioco marginali, potrebbero essere lasciati partire, come nel caso di Sambou Soumano, detto Pierret, la cui cessione sembra ormai definita. La loro eventuale uscita, tuttavia, non aprirebbe la porta a rivoluzioni, ma a sostituzioni calibrate, pensate per integrare una squadra il cui nocciolo rimane saldo.
I gioielli di famiglia non si toccano
In questo contesto, assume un significato preciso la posizione della società su Tiago Gabriel: l’attaccante brasiliano, autore di un avvio di stagione positivo, rientra nel novero dei “non trasferibili”. La decisione di blindarlo, nonostante il plauso raccolto e gli inevitabili interessi di altri club, conferma la volontà di preservare i talenti ritenuti fondamentali per il progetto sportivo. Una scelta che, da un lato, rafforza la squadra in vista della difficile rimonta del campionato e, dall’altro, manda un segnale di ambizione e coerenza al resto del panorama calcistico. Lo stesso criterio di fiducia sembra applicarsi anche ai giovani su cui il club ha puntato, come il croato Marin Štulić e il classe 2008 Francesco Camarda, le cui potenzialità saranno coltivate all’interno del percorso giallorosso senza ricorrere a prestiti esteri precipitosi.
Il focus rimane sul campo
L’intera riflessione sul calciomercato, dunque, si svolge all’insegna di una sobrietà operativa che riflette la consapevolezza delle difficoltà del campionato. Mentre la squadra si prepara ad affrontare la Juventus nella prima gara del 2026, l’assenza in panchina dell’allenatore Eusebio Di Francesco, squalificato per due giornate, ha paradossalmente creato lo spazio per questo chiarimento programmatico. Le parole di Corvino e Trinchera, senza indulgere in trionfalismi o allarmismi, disegnano una rotta precisa: pochi movimenti, selezionati con cura, e la massima protezione di quegli asset – alcuni dei quali giovanissimi – sui cui il Lecce intende costruire il proprio futuro immediato, senza deviare da un percorso che, pur tra le inevitabili asperità della massima serie, mira a consolidarsi passo dopo passo.




