Capsula suicida Sarco, primo utilizzo in Svizzera, arresti a Sciaffusa
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
In Svizzera, la capsula suicida Sarco è stata utilizzata per la prima volta, provocando l'arresto di diverse persone. La capsula, sviluppata dal sostenitore dell'eutanasia Philip Nitschke, è stata testata in un capanno situato in una foresta del canton Sciaffusa. La vittima, una donna americana di 64 anni, ha premuto un pulsante all'interno della capsula, rilasciando azoto e causando la morte per ipossia.
La capsula Sarco, presentata nel 2017, è progettata per saturare l'aria di azoto, provocando prima torpore e poi la morte. Questo metodo di suicidio assistito ha suscitato polemiche anche in Svizzera, un paese noto per la sua apertura verso il fine vita. La ministra della sanità, Elisabeth Baume-Schneider, ha dichiarato che la capsula non è conforme alla legge svizzera.
L'inchiesta è stata aperta dalla procura di Sciaffusa, che ha avviato un procedimento penale per istigazione al suicidio. La polizia ha arrestato diverse persone coinvolte nell'uso della capsula. Questo evento segna una macabra inaugurazione per la capsula Sarco, che continua a sollevare dibattiti sulla legalità e l'etica del suicidio assistito.
La capsula Sarco prende il nome dal termine "sarcofago" e rappresenta un nuovo metodo di suicidio assistito. La sua introduzione in Svizzera ha portato a un acceso dibattito, con la ministra della sanità che ha ribadito la non conformità della capsula alla legge.




