Shakira scalza e il siparietto con Piqué: la finale dei Mondiali 2026 tra musica e sguardi virali
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
La cantante colombiana ha calcato il palco del MetLife Stadium per la cerimonia di chiusura del Mondiale 2026, ma la sua esibizione, andata in scena durante l'intervallo della finale tra Argentina e Spagna, è stata molto più di una semplice performance musicale. Shakira ha scelto di esibirsi a piedi nudi, un gesto che per lei è ormai una firma stilistica consolidata e che affonda le radici in tre decenni di carriera, tanto che il suo terzo album, pubblicato nel 1995, si intitolava proprio “Pies descalzos” e il tour di promozione, partito l'anno successivo, ne riprendeva il nome.
Il ritorno alla tradizione barefoot e il significato di una scelta
Quella di domenica 19 luglio non è stata una coincidenza, ma la riproposizione consapevole di un'iconografia che la cantante ha costruito con cura nel tempo, trasformando i piedi nudi in un simbolo che abbraccia sia la sua identità artistica sia le sue battaglie sociali. In un'epoca in cui i sandali che replicano la sensazione del camminare scalzi stanno guadagnando sempre più terreno nel mondo della moda, Shakira ha interpretato questa tendenza alla lettera, regalando al pubblico mondiale un'immagine che sembra voler chiudere idealmente un cerchio iniziato nei lontani anni Novanta.
La scelta di calcare il palco senza calzature, del resto, è stata letta dagli osservatori come un ulteriore tassello di un linguaggio performativo che punta sull'autenticità e su un legame profondo con le proprie radici latine, in una serata che celebrava due delle nazionali più rappresentative di quell'area geografica e non solo.
Shakira e Piqué, incontro a distanza dopo sedici anni
Se la performance musicale ha catturato l'attenzione per la sua carica simbolica, a catalizzare l'interesse del pubblico e dei social network è stato però un altro dettaglio, apparentemente marginale ma di grande impatto emotivo: la presenza contemporanea allo stadio di Shakira e dell'ex calciatore Gerard Piqué. A distanza di sedici anni esatti dal loro primo incontro, avvenuto durante il Mondiale in Sudafrica del 2010, i due si sono ritrovati a condividere lo stesso spazio fisico, il MetLife Stadium di New York, sebbene con ruoli e prospettive radicalmente diverse.
Lei sul palco, protagonista assoluta dello show di metà partita, lui sugli spalti, probabilmente a seguire le sorti della nazionale spagnola, e il suo sguardo, colto dalle telecamere mentre osservava la scena, è diventato in poche ore un caso virale, alimentando le speculazioni e i commenti del pubblico che non ha dimenticato la loro tormentata storia d'amore.
Un abito da 200mila cristalli per la notte dei record
Per l'occasione, Shakira ha indossato una creazione firmata Roberto Cavalli, un vero e proprio gioiello sartoriale impreziosito da oltre 200mila cristalli Swarovski che, combinati tra tonalità di rosa acceso e arancio tramonto, si muovevano al ritmo delle sue coreografie grazie a frange studiate per esaltare ogni suo movimento.
Il look, pensato per brillare sotto i riflettori dello stadio e per adattarsi alla perfezione alla solennità dell'evento, ha rappresentato il punto più alto di una serata in cui la musica e il calcio si sono intrecciati in modo indissolubile, regalando al pubblico uno spettacolo che difficilmente verrà dimenticato.
La scelta di un abito così sontuoso, peraltro, ha contribuito a sottolineare il ruolo centrale che la FIFA ha voluto riservare alla cantante, considerata l'emblema perfetto per celebrare una finale che vedeva contrapposte Spagna e Argentina, due nazioni con le quali la colombiana ha costruito un rapporto speciale nel corso della sua carriera.
Vent'anni di storia mondiale tra palchi e gol
Il legame tra Shakira e i campionati del mondo di calcio non è certo una novità, ma si tratta di un rapporto che si è consolidato e arricchito nel tempo, diventando ormai una tradizione quasi decennale. La sua prima esibizione in un contesto mondiale risale infatti al 2006, quando in Germania, durante la cerimonia di chiusura, propose al pubblico planetario il successo di “Hips Don't Lie”, un brano che da allora è stato indissolubilmente associato all'immaginario del calcio internazionale.
Da quel momento, la sua presenza ai grandi eventi FIFA è diventata una costante, e la sua evoluzione artistica ha spesso camminato di pari passo con le tappe più significative del torneo, fino ad arrivare a questa edizione del 2026, che l'ha vista protagonista assoluta in una delle finali più attese degli ultimi anni.




