Gran Premio storico d’Italia al Mugello, il decennio d’oro della Ferrari torna in pista

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sarà il circuito del Mugello, proprietà della Ferrari dal 1988, a ospitare dal 2 al 4 ottobre il primo Gran Premio storico d’Italia, un evento che promette di trasformare le colline toscane in un palcoscenico per oltre duecento vetture d’epoca. La scelta di celebrare il decennio più vincente della Scuderia in Formula 1, quello compreso tra il 1996 e il 2006, non è certo casuale: proprio su questa pista di 5.245 metri, in anni in cui i test privati non erano ancora contingentati, Michael Schumacher e i collaudatori costruirono nei chilometri di prove la base dei successi che avrebbero segnato un’epoca.

Nove monoposto e i piloti che fecero la storia

L’omaggio alla Scuderia prevede che siano nove le monoposto di quella generazione a scendere in pista, affidate ai piloti stessi che contribuirono a quelle vittorie, in quella che non sarà una semplice sfilata ma un’esibizione dal sapore autentico. La presentazione ufficiale è avvenuta nella sede milanese dell’Automobile Club d’Italia, in Corso Venezia, dove la F399 esposta al piano terra faceva da preludio alla conferenza stampa tenutasi al primo piano: un setting che ha sottolineato il legame tra la memoria storica del motorsport e la volontà di non relegare queste vetture a oggetti da museo.

“Le macchine non devono restare chiuse nei musei”

Geronimo La Russa, presidente dell’Aci dallo scorso febbraio, ha espresso con chiarezza il pensiero che anima l’iniziativa: «Le macchine non devono restare chiuse nei musei. La loro casa è la pista», ha detto davanti alla F399, sottolineando una filosofia che vede le vetture storiche come elementi vivi e non come reperti da contemplare dietro un vetro.

L’evento, patrocinato dallo stesso Automobile Club, si propone di andare oltre la semplice celebrazione, come ha aggiunto il presidente, offrendo a un pubblico di appassionati la possibilità di vedere all’opera quelle che furono le monoposto più competitive di un’intera decade.

Un parco macchine da record e il contesto tecnico

Le vetture attese sul tracciato toscano superano le duecentocinquanta unità, delle quali almeno cento appartengono alla massima serie: un numero che testimonia l’attrattiva dell’iniziativa, che prevede un programma fitto di diciotto gare suddivise in otto diverse categorie. Il valore aggiunto è rappresentato proprio dalla partecipazione attiva di alcuni dei piloti che hanno reso grande la Scuderia in quegli anni, un elemento che distingue questo appuntamento da altre manifestazioni dedicate alle auto storiche.

Andrea Meda, nel corso della presentazione, ha definito l’iniziativa come uno strumento per diffondere la cultura del motorsport più autentico, in un periodo in cui il richiamo alla tradizione tecnica e sportiva si fa sempre più sentire tra gli appassionati.

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