Aggressioni in ospedale. Il caso del Policlinico Riuniti di Foggia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Pronto Soccorso del Policlinico Riuniti di Foggia è diventato teatro di aggressioni quotidiane. La direttrice Paola Caporaletti ha descritto la situazione come una vera e propria "trincea". Ogni giorno, medici e infermieri si trovano a fronteggiare diverbi e conflitti con i parenti dei pazienti. La porta dell'ospedale è sempre aperta, ma questo lo rende anche il punto più esposto a episodi di violenza.

Dopo l'aggressione shock avvenuta mercoledì sera, tutto il personale sanitario della provincia ha annunciato uno sciopero. La Federazione dei medici di medicina generale ha proposto questa iniziativa in segno di solidarietà verso i colleghi aggrediti. L'episodio ha coinvolto una cinquantina di persone, amici e parenti di una ragazza di 22 anni di Cerignola, morta durante un intervento chirurgico.

La Procura di Foggia ha avviato due inchieste distinte: una sull'aggressione subita dai medici e dal personale sanitario, e l'altra sulla morte della giovane donna, Natasha Pugliese. La tragedia ha sollevato interrogativi sulla qualità dell'assistenza ricevuta e ha portato alla denuncia di gravi irregolarità da parte dei familiari della vittima.

In risposta alle aggressioni, il medico Salvatore La Gatta ha lanciato una proposta-provocazione: il "Daspo sanitario". Secondo questa proposta, chi aggredisce medici, infermieri e operatori socio-sanitari non dovrebbe ricevere alcuna tutela a carico del Sistema sanitario nazionale. La proposta è stata lanciata attraverso la piattaforma change.

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