Esercitazione a Terni, testato l'allarme per una fuoriuscita di acido fluoridrico nello stabilimento Ast

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alle 17.13 in punto, un messaggio IT Alert ha interrotto la quiete del pomeriggio di migliaia di cittadini ternani, un segnale acustico inatteso, sebbene annunciato, che ha ricordato a ciascuno la vulnerabilità dei luoghi che abitualmente si frequentano. L'allarme pubblico, concepito per segnalare gravi emergenze o catastrofi imminenti, costituiva il prologo di un'articolata simulazione di protezione civile, la quale, pur essendo un'esercitazione, ha mobilita-to un complesso apparato di soccorso e di coordinamento. Mentre i cellulari vibravano e squillavano, in Prefettura prendeva forma lo scenario di un incidente rilevante, un'ipotesi di rottura di un serbatoio contenente acido fluoridrico all'interno dello stabilimento Arvedi AST, con la conseguente, e pericolosissima, dispersione di vapori tossici oltre il perimetro dell'impianto.

Il coordinamento dei soccorsi in Prefettura

Poco prima delle cinque del pomeriggio, come previsto dal copione dell'esercitazione, la direzione dello stabilimento ha formalmente informato la Prefettura dell'avvenuto incidente, innescando una reazione a catena di protocolli e procedure. Il prefetto Antonietta Orlando, alla quale spetta il compito di coordinare le risposte in casi del genere, ha immediatamente convocato il Centro Coordinamento Soccorsi, un organismo che riunisce attorno a un unico tavolo tutte le forze in campo, dai vigili del fuoco al 118, dalle forze dell'ordine ai tecnici comunali. Parallelamente, e senza perdere un minuto, la Prefettura ha allertato la Regione e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, attivando quei canali di comunicazione istituzionale che, in una vera emergenza, sarebbero vitali per gestire una crisi di portata potenzialmente vasta.

Lo scenario dell'incidente simulato

La simulazione ha delineato un quadro particolarmente grave, con una fuoriuscita di acido fluoridrico che, evaporando rapidamente, avrebbe generato una nube di vapori tossici in grado di diffondersi anche all'esterno dello stabilimento. Questo scenario, tecnicamente definito come "incidente rilevante", presupponeva, secondo quanto riportato, cinque persone ferite a causa del contatto con la sostanza o dell'inalazione dei suoi fumi, due delle quali in condizioni così critiche da essere classificate in codice rosso, con intossicazioni e ustioni di varia entità. La scelta di questo specifico agente chimico non è casuale, data la sua pericolosità e la necessità di testare piani di contenimento e di evacuazione estremamente precisi.

La verifica del Piano di Emergenza Esterno

L'obiettivo primario dell'iniziativa, che ha visto una massiccia partecipazione di mezzi e personale, è stato quello di verificare sul campo l'efficacia della versione aggiornata del Piano di Emergenza Esterna, il documento che regola le operazioni da mettere in atto in caso di incidenti industriali di una certa gravità. L'esercitazione ha permesso di saggiare, in un contesto quanto più realistico possibile, i tempi di reazione delle squadre di primo intervento, le modalità con cui esse collaborano tra loro e l'affidabilità dei flussi di comunicazione che devono tenere aggiornati tutti i soggetti coinvolti, dalle autorità centrali fino, potenzialmente, alla popolazione residente nelle aree limitrofe, allertata proprio attraverso il sistema IT Alert.

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